Risponderà alle domande del pm domani alle 12 Ciro Borriello, il sindaco di Torre del Greco destinatario del terzo avviso di garanzia in due mandati elettorali. Il primo cittadino è appena uscito indenne dall’inchiesta “Abusivopoli” (la sentenza in primo grado lo ha assolto dalle accuse di abuso d’ufficio e soppressione di atti pubblici, ndr), ma tra meno di 24 ore salirà di nuovo in Procura, al quarto piano del tribunale di Torre Annunziata, probabilmente e come sempre in un sobrio “blu scuro”, per chiarire la “assoluta linearità e trasparenza dell’appalto sulla gestione dei rifiuti, affidato alla ditta dei fratelli Balsamo”. Queste le parole dell’avvocato del sindaco, Giancarlo Panariello, che domani assisterà Borriello davanti al pm Silvio Pavia.

Borriello, stavolta, è accusato di corruzione e abuso d’ufficio. Indagati a vario titolo anche l’assessore alla Nettezza urbana, Salvatore Quirino, e il segretario generale del Comune, Anna Lecora. Nel mirino degli inquirenti l’appalto da 34 milioni di euro sulla gestione dei rifiuti a Torre del Greco. Servizio affidato il 28 gennaio alla ditta torrese dei “Fratelli Balsamo” (classificatasi seconda) in luogo della “Ego Eco” di Cassino, iniziale vincitrice del ricco appalto. Una nota ufficiale dal Comune spiegò quel giorno la scelta con “l’inidoneità della stessa impresa alla sottoscrizione del contratto relativo all’appalto del servizio di igiene urbana”.

Per l’accusa, alla base della revoca, ci sarebbe invece “un accordo tra il sindaco e l’azienda di casa”. Borriello, domani, proverà a ribadire agli inquirenti la sua verità: furono le “gravi inadempienze” da parte della “Ego Eco” a stravolgere l’esito dell’appalto Nu.

A sostegno della tesi del sindaco di Torre del Greco un esposto in Procura del settembre 2014, anche a firma dell’assessore Quirino, per “approfondire” quelle presunte inadempienze. Fascicolo aperto e, ad oggi, mai archiviato.

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