E’ terminato oggi alle 13 l’interrogatorio del sindaco di Torre del Greco Ciro Borriello, ascoltato in Procura dal pm Silvio Pavia, che indaga su presunte irregolarità in merito alla revoca del ricco appalto di Nettezza urbana in città, da 34 milioni di euro, alla “Ego Eco srl” di Cassino. Borriello è accusato di abuso d’ufficio, concussione e corruzione. Nel registro degli indagati sono finiti pure i nomi dell’assessore all’ambiente Salvatore Quirino, del segretario generale del Comune Anna Lecora, oltre a quelli dei titolari delle ditte di igiene urbana “Ego Eco” e della torrese “Fratelli Balsamo”. Società classificatasi seconda alla gara d’appalto, poi subentrata alla “Ego Eco” il 28 gennaio scorso.

Un “passaggio di consegne” spiegato in una nota di Palazzo Baronale, a firma del dirigente Lecora, con “l’inidoneità della stessa impresa alla sottoscrizione del contratto d’appalto”. Tesi da sempre portata avanti da Borriello, anche in base ad una serie di provvedimenti giudiziari che hanno già colpito la “Ego Eco”. Come la sentenza emessa in primo grado dal tribunale di Cassino il 17 luglio 2013 (l’appello si discuterà il 17 giugno a Roma, ndr) e che a Palazzo Baronale divenne, il 28 gennaio scorso, la prova della “irregolarità del servizio prestato dalla società nel comune di Minturno”.

Quella sentenza inflisse condanne pesanti per truffa ai danni dello Stato e frode in appalti pubblici. Reati contestati a vario titolo a nove imputati, tra i quali Vittorio Ciummo, amministratore delegato di “Ego Eco”, condannato a cinque anni con interdizione perpetua dai pubblici uffici. Per i giudici, nell’ambito dell’esecuzione dell’appalto per la gestione della raccolta dei rifiuti a Minturno, si agì addirittura in danno del Comune, “fingendo” di effettuare la raccolta differenziata.

Oggi il sindaco Borriello si è difeso numeri alla mano, portando al pm Pavia, nella sua stanza al quinto piano della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, dati, numeri e percentuali. Cifre non ancora verbalizzate, ma che molto presto, assicura l’avvocato del sindaco, Giancarlo Panariello, finiranno in una memoria destinata ad ‘appesantire’ il già ricco faldone d’inchiesta.

“Era sotto gli occhi di tutti – ha affermato Borriello in un comunicato stampa ufficiale - che il servizio non veniva svolto con regolarità. Strade e isole ecologiche erano invase dai rifiuti e anche lo spazzamento presentava più di qualche criticità”. Al pm, il sindaco ha spiegato che con l’arrivo della ‘Fratelli Balsamo srl’ “non solo la raccolta differenziata è cresciuta di oltre otto punti percentuali in poco più di cento giorni, ma addirittura è calata la produzione di rifiuti”.

Giovedì in Procura, dove ancora giace un esposto del settembre 2014, presentato dal sindaco Borriello per far luce “sul servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani” svolto in città, sarà invece il turno dell’assessore all’ambiente Salvatore Quirino. Intanto, la difesa del primo cittadino di Torre del Greco preannuncia il deposito di un’istanza per il dissequestro dei pc sottratti a casa di altri indagati nel blitz della Finanza di martedì scorso.

Gli sviluppi

La reazione

Sindaco indagato