TORRE DEL GRECO. Massacrò sua moglie, Ida Fontana (71), con nove colpi di piccone alla testa: al via il giudizio in Corte d’Assise a carico di Umberto Scassillo, il 70enne reo confesso del brutale omicidio, avvenuto lo scorso 20 aprile nella villetta di proprietà dei coniugi in via Nazionale. Nulla di fatto oggi in prima udienza: processo rinviato in estate, perché presto cambieranno i giudici. Nel frattempo l’anziano saldatore, che difeso dagli avvocati Michele Riggi e Ivanmarcello Severino ha rinunciato al rito abbreviato e allo sconto fino a un terzo della pena, resta ai domiciliari. L’assassino può pure continuare a uscire due ore al giorno “per esigenze di vita”.

IL DELITTO. L’accusa per Scassillo è di omicidio premeditato. L’uomo confessò il delitto quasi subito, consegnandosi il 20 aprile intorno alle ore 11 ai carabinieri di Torre Annunziata. Dopo aver preso un caffè al bar, Umberto Scassillo tornò a casa. Nella villetta di via Nazionale 940, al confine tra Torre Annunziata e Torre del Greco, anche quel giorno il clima era pesante: un rapporto ormai logoro con la moglie e con i suoi 4 figli (parti civili al processo contro il padre). Il marito aveva dubbi sulla fedeltà della compagna di sempre. Ida Fontana, stufa, quel giorno avrebbe preparato i bagagli per uscire dalla sua vita: quasi un “affronto” all’orgoglio di Scassillo.

Il 70enne raccontò poi ai carabinieri - vestito coi pantaloni macchiati di sangue -  di aver “afferrato l’asta di un piccone”, che conservava in camera da letto. “Nove forti colpi dall’alto in basso. Politrauma alla testa e al cervello da multiple lesioni”, secondo gli esiti dell'autopsia svolta sul corpo della moglie. E per Ida Fontana non ci fu nessuno scampo. Dopo il delitto, prima della confessione-choc in caserma, l’assassino portò fuori i suoi cani.