Torre del Greco. La giovane mamma col compagno in carcere, il “piazzista-trans” bravo nella compravendita del bambino, la coppia senza figli residente vicino Milano: il classico schema. Al centro e vittima del presunto triangolo criminale la povera creatura di nemmeno un anno, nata nel settembre 2013 all’ospedale di Boscotrecase e “ceduta” ad aprile del 2014 per meno di diecimila euro. 

Cessione “coperta” da uno stato civile alterato, con dichiarazione fasulla resa all’Ufficiale del Comune di Torre del Greco. Dichiarazione che fa scattare l’inchiesta-choc del pm della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, Mariangela Magariello. Indagine chiusa il 27 maggio scorso con la richiesta del rinvio a giudizio della mamma poco più che ventenne, M.A.S., di Torre del Greco ma ora residente a Terzigno, e del “mediatore” di Napoli, S.F., 56 anni, pare noto nell’ambiente transessuale.

“Alterazione dello stato civile di neonato” l’ipotesi formulata dagli inquirenti. Entrambi gli imputati rischiano una pena da cinque a quindici anni. Processo al via a novembre. Alla sbarra non ci sarà il facoltoso imprenditore, residente al Nord, che dichiarandosi padre naturale del bimbo, perchè concepito in seguito a una “scappatella” extra-coniugale, ha già patteggiato la condanna.

Ad insospettire gli investigatori è stata la denuncia della giovane mamma. La donna, forse pentitasi, dichiarò ai carabinieri della Stazione di Poggiomarino di essere stata tradita dal “mediatore”. Il trans, in pratica, le avrebbe fatto firmare l'affido del minore al padre naturale, nel frattempo finito in carcere. Solo dopo molto tempo avrebbe scoperto che si trattava di un atto col quale “cedeva” suo figlio, abbandonandolo per sempre alla coppia probabilmente sterile del Nord. Il prezzo? Una somma vicina ai diecimila euro. Circostanza appresa – secondo quanto riferito dalla donna ai militari – da un altro transessuale, vicino al “piazzista” truffaldino.

“Non ho denunciato prima, perché fui minacciata di morte” è la chiusura dell’esposto. Versione che non ha per nulla convinto. Diverse intercettazioni proverebbero al contrario un’altra storia, conclusasi con un presunto accordo per la “vendita”. In parallelo, una sentenza del Tribunale per i Minorenni di Napoli ha sospeso la mamma e il presunto acquirente dall’esercizio di ogni “responsabilità sul minore”. Che adesso ha 3 anni, ma non vivrà più vicino Milano. Il piccolo è stato affidato ad una casa famiglia di Torre del Greco. Nell'attesa che anche il processo penale ordinario chiarisca le effettive responsabilità degli imputati.