Tra il 2008 e il 2013, la Regione Campania risentì della crisi economico-finanziaria con una perdita di PIL regionale pari al 15%, ciononostante dimostrò un’ottima risposta recuperando nel biennio 2014-2016 oltre quattro punti di PIL rispetto ai livelli precedenti la crisi come sottolinea la Banca d'Italia. La ripresa fu opera in particolare del turismo e della capacità del settore di attrarre turisti internazionali, alimentando il vasto indotto che fa da “supporto logistico” ad alberghi, ristoranti, musei e stabilimenti balneari. La crisi attuale, anche se è presto per avere un quadro completo della situazione, ha all’opposto colpito duramente il turismo a causa della chiusura della ristorazione, delle strutture turistiche e dei luoghi della cultura e ancor più per aver reso impossibile la circolazione delle persone. Federalberghi ha stimato un tracollo delle presenze di stranieri in Italia pari al -92,3% e del -85,9% degli italiani in marzo, mentre ad aprile i dati sono ben peggiori: -99,1% e -96,4%. A partire da tale scenario, si guarda alla ripresa nella “fase 2”, all’arrivo dei turisti italiani e nei prossimi mesi di quelli internazionali che giungeranno in Campania portando ricchezza anche in termini di valute straniere diverse dall’euro, che fungeranno da stimolo per l’economia regionale.

Lo stimolo della ricchezza in valuta straniera

Le valute straniere portate dai turisti in Campania potrebbero accelerare la ripresa economica se gli operatori turistici faranno leva sulla fluttuazione dei cambi nel mercato forex, cambiando le monete quando raggiungeranno i massimi di periodo sull’euro. Per comprendere meglio, spieghiamo cos’è il forex, ovvero il mercato internazionale delle valute straniere dove avvengono gli scambi tra l’euro e il dollaro americano così come tra tutte le valute esistenti. Il mercato di scambio valutario è un luogo non fisico dove operano i cambiavalute, a cui si rivolgono gli operatori turistici per scambiare moneta straniera in cambio di euro, e i trader professionisti allo scopo di trarre profitto dalla volatilità sulle variazioni di prezzo tra una moneta e l’altra. Nella condizione in cui il settore turistico regionale si trova ora e data la strategia di politica monetaria della Banca centrale europea (BCE) volta a svalutare l’euro, l’arrivo consistente di turisti stranieri extra-europei potrebbe tradursi nell’immissione nell’economia locale di ricchezza aggiuntiva con un valore intrinseco maggiore esattamente perché in fase di cambio la valuta straniera varrà di più. Alle imprese turistiche della Campania potrebbe quindi convenire spingere molto sull’attrazione di questa tipologia di turisti nella fase in cui a questi ultimi sarà concesso di raggiungere l’Italia e di poter tranquillamente tornare in patria.

 

Come avvenuto nel 2008 con la crisi dei mercati finanziari a cui si aggiunse in Italia la crisi del debito nel 2011 e in cui il turismo in Campania fece da traino per molti altri comparti a esso collegati (agroalimentare, artigianato locale), è d’auspicio pensare che anche al termine di questa crisi economico-sanitaria il comparto svolgerà un'attiva e benefica azione rivitalizzante del tessuto economico regionale, facendo leva anche sull’apporto di valute straniere provenienti da Paesi extra-UE.