Imprenditori delle strutture extra alberghiere sul piede di guerra. Da venerdì 1 ottobre sarà possibile presentare domanda di finanziamento per micro, piccole o medie imprese impegnate nell’offerta turistica regionale. Dall’avviso pubblico della Regione Campania, però, non c’è traccia delle strutture extra alberghiere che operano con il codice fiscale.

Così le associazioni Atex Campania, Vesuvio Family House e Ospitalità Diffusa per un Turismo di qualità in Campania (AreV-OD) hanno protestato per questa discriminazione. “E' bene tener presente che le strutture con il codice fiscale rappresentano circa il 70% di tutte le strutture ricettive Extra-alberghiere (circa 10.000) presenti sul Territorio campano (a Napoli e provincia raggiungono il 90%) e che da circa 15 anni sono una gamba importante per "muovere" l'economia regionale – hanno spiegato in una nota -. Difatti, è notorio, tali strutture, ben più di alberghi e pensioni favoriscono l’economia di prossimità come botteghe artigianali, tour ed escursioni, ristoranti, lidi balneari e altro. Anche in questa stagione, ancora segnata dall'onda lunga del Covid e che ha visto una presenza turistica degli stranieri notevolmente inferiore rispetto al passato, B&B e Case vacanza hanno rappresentato un argine importante al tracollo delle presenze turistiche”.

Ciò nonostante, non hanno beneficiato di ristori, non sono stati messi nelle condizioni di arricchire la loro offerta di servizi aggiuntivi, tanto meno non sono state ammesse alle agevolazioni per cui poggi si muovono in protesta.

In un incontro tenutosi in Regione con l'assessore al ramo, Felice Casucci, tenutosi mercoledì 29 settembre, le associazioni del settore hanno evidenziato la mancanza di ogni politica che vada nella direzione da loro auspicata, manifestando il malcontento diffuso del comparto.

“Abbiamo chiesto con determinazione all'assessore di farsi carico di portare la loro voce di disappunto alla Giunta regionale ed al Presidente De Luca incitandolo ad intraprendere politiche ‘ad hoc’ anche per il segmento così vasto di strutture operanti con Codice fiscale – hanno continuato -. La misura è colma. Vogliamo capire se l'attuale amministrazione regionale non consideri più l'Extra-alberghiero una risorsa per lo sviluppo turistico”.