Metà agosto, l’insistenza del solleone e la bruna sabbia vulcanica spingono ogni giorno centinaia di cittadini oplontini a rifugiarsi presso gli stabilimenti balneari che il waterfront cittadino offre. Spetta quindi ai responsabili dei lidi oplontini l’arduo compito di garantire alla propria clientela qualche ora di sollievo dallo stress quotidiano e da quello accumulato durante un intero anno di lavoro.
Quello che però sembra un servizio di semplice fornitura nasconde retroscena difficili: dando voce ai titolari delle strutture balneari cittadine, proviamo a capire a metà stagione estiva cosa va e cosa non va nel litorale oplontino.

COSA VA

La tradizione turistica oplontina ha una lunga storia alle spalle. È uso comune del cittadino torrese andare a mare fin dai primi albori della stagione estiva, quindi l’affluenza ai lidi non è mai completamente mancata, anche se ha ricevuto un brusco calo in seguito alla tragedia del crollo che ha colpito via Rampa Nunziante.
Il cittadino in cerca di svago è inoltre attirato dalle numerose attività anche serali proposte dalle varie strutture, che collaborano in sinergia al fine di garantire un’ampia possibilità di scelta al consumatore: intrattenimento in spiaggia, musica, ristoranti, pizzerie, ma anche serate musicali e di intrattenimento per un pubblico più vivace, il tutto sempre all’insegna della sicurezza e del controllo.

COSA NON VA

Nonostante l’inarrestabile operato dei gestori, sono diversi gli ostacoli comuni riscontrati.
La prima grossa difficoltà da fronteggiare è stata sicuramente la chiusura della Rampa Nunziante, che oltre al dolore per la tragedia in sé ha anche causato un calo nell’affluenza ai lidi dovuti a diversi problemi di natura logistica: i cittadini che infatti desiderano raggiungere le spiagge oplontine sono costretti a muoversi a piedi utilizzando la passerella metallica installata nel primo tornante della Rampa, ma il vero problema sorge per chi abita lontano dalla zona lidi. I bagnanti che si rivolgono a taxi comunali si trovano ora a dover pagare un surplus sul prezzo della corsa, in quanto raggiungere il litorale cittadino richiede un tragitto abbastanza lungo e che non rientra nel normale circuito percorso dai cosiddetti “pulmini”.
“Il crollo di via Rampa Nunziante, che è senza dubbio una tragedia immane, ha purtroppo inficiato tantissimo l’affluenza ai lidi, soprattutto per chi viene da Torre nord o addirittura da Torre del Greco, rendendo la situazione disastrosa. – fa notare Alfredo Vitagliano, titolare del Lido Azzurro – Servono infrastrutture specifiche, serve organizzazione per ovviare a questo problema. A ciò si aggiunge la mancanza di parcheggi in zona: una realtà balneare importante come quella che garantita dalle nostre strutture non può essere ostacolata dalla mancanza di posti dove poter lasciare le auto. Io credo fermamente nell’importanza del mare per risollevare il nostro Pil, quindi non possiamo sprecare una risorsa simile.” Iindicative anche le parole di Anna e Paola Mollo, che gestiscono il Lido Eldorado: “Mancano aree dove poter parcheggiare, bisognerebbe creare un servizio di navette che colleghi tutta la città al litorale. Le aree che potrebbero essere indirizzate al parcheggio purtroppo sono date in concessione a privati, quindi bisognerebbe avere i permessi da questi. Fortunatamente quest’anno abbiamo a disposizione la darsena del porto, ma purtroppo si riempie abbastanza velocemente. L’unica soluzione sarebbe creare dei parcheggi a spina di pesce a via Roma o in zone limitrofe, ma a sentir parlare i clienti non sarebbero disposti a lasciare l’auto troppo lontano dal lido.”
Un altro grande problema riscontrato dai gestori dei lidi è la sicurezza della zona della villa comunale. “All’interno delle nostre strutture siamo tranquilli, ogni stabilimento balneare riesce a gestire la propria clientela nel migliore dei modi – aggiungono le direttrici del lido Eldorado – appena fuori però è un continuo sfrecciare di motorini spesso anche sui marciapiedi, che ovviamente scoraggiano l’utente a raggiungere le strutture in zona . Noi cerchiamo di mettere a proprio agio il cliente nel migliore dei modi, ma appena fuori di qui è terra di nessuno.  Spesso è capitato addirittura di trovare motorini parcheggiati davanti all’ingresso del nostro lido, e la nostra conseguente richiesta di spostarli è stata vista addirittura come un’esagerazione”.
A peggiorare la situazione parcheggi è la costante presenza di parcheggiatori abusivi, come fa notare Gaetano Cirillo, responsabile del ristorante “La Barchetta” nonché direttore delle attività della “Renanera”.
“Sarebbe gradita una maggiore presenza di forze dell’ordine. Spesso i parcheggiatori entrano addirittura nelle nostre proprietà a chiedere soldi per il parcheggio. Le persone poi si trovano ovviamente in difficoltà perché non sanno se pagare il grattino o lasciare denaro a queste persone, che spesso chiedono di farsi lasciare anche le chiavi delle macchine”.
Un quadro non proprio roseo quello che si evince da queste dichiarazioni, ma i restanti 15 giorni di agosto danno ancora speranza ai titolari delle strutture turistiche, che sperano in un lieto fine per questa stagione estiva 2017.