Uccisero Antonio Morione nella sua pescheria: ergastolo a Vangone, 30 anni a Di Napoli e Palumbo, 20 ad Acunzo
La sentenza della Corte d'Assise di Napoli: le condanne per l’omicidio che scosse Boscoreale e Torre Annunziata
10-12-2025 | di Marco De Rosa
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Seminarono il panico in due pescherie di Boscoreale l'antivigilia di Natale. Uccisero Antonio Morione con un colpo di pistola in faccia. Per uno di loro, Giuseppe Vangone, ritenuto l'esecutore materiale del delitto, si aprono le porte del carcere a vita. Trent'anni a Luigi Di Napoli e Angelo Palumbo, 20 anni di cella per Francesco Acunzo. Questa mattina, nell’aula 115 della secondaria sezione della Corte d’Assise di Napoli, è stata pronunciata la condanna per i quattro uomini riconosciuti colpevoli dell’omicidio di Antonio Morione, il pescivendolo di Torre Annunziata barbaramente ucciso la sera del 23 dicembre 2021 nella sua pescheria a Boscoreale.
I giudici hanno parzialmente accolto la richiesta avanzata dalla pubblica accusa — rappresentata dalle pm Andreana Ambrosino e Giuliana Moccia — che, dopo una requisitoria serrata, avevano invocato "il carcere a vita" per i quattro imputati: Giuseppe Vangone, ritenuto l’esecutore materiale del delitto; Luigi Di Napoli, accusato di aver fornito l’arma; e Francesco Acunzo e Angelo Palumbo, considerati complici nella pianificazione e nell’esecuzione della rapina degenerata in omicidio.
La sentenza pone fine a un dramma che – la notte di quella vigilia di Natale – aveva sconvolto la comunità di Boscoreale e Torre Annunziata: Morione aveva reagito con coraggio al tentativo di rapina, provando a bloccare la fuga dei malviventi, ma era stato freddato con un colpo alla testa.
Il verdetto odierno rappresenta non solo una risposta della magistratura, ma anche una piccola vittoria di giustizia — benché nulla possa restituire la vita a Antonio Morione, e dare sollievo al dolore della sua famiglia.
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