Riferisce di non aver mai puntato la pistola contro gli agenti. Ma in un video acquisito dagli inquirenti si vede nitidamente un poliziotto ripararsi dietro un'auto, nell'intento di difendersi da un pericolo imminente, proprio come se avesse un'arma puntata addosso.

Ad affermare di non avere sentito gli agenti intimare l'alt, ma di avere udito solo i colpi di pistola che hanno ucciso il suo complice 17enne, è Ciro De Tommaso, figlio di Gennaro De Tommaso, meglio noto come "Genny la Carogna", diventato qualche anno fa collaboratore di giustizia.

Ciro, 18 anni compiuti solo qualche mese fa, si è avvalso della facoltà di non rispondere nel corso dell'udienza di convalida del suo arresto in flagranza. Difeso dall'avvocato Nello Sgambato decide di rendere dichiarazioni spontanee. Ammette di essere responsabile della rapina ma accusa gli agenti della Squadra Mobile intervenuti in borghese e a bordo di una Fiat 500. "Sono scesi (dall'auto, ndr) i poliziotti ed hanno sparato senza dire che erano della polizia", dice.

Nessun avvertimento, quindi, secondo Ciro, nessun alt. Solo due-tre colpi d'arma da fuoco. Ma il gip di Napoli Gabriella Bonavolontà, dopo avere analizzato gli atti, non gli crede. Definisce "pacifica" la ricostruzione formulata dagli investigatori della Polizia e dai sostituti procuratori della Procura della Repubblica titolari del fascicolo, e convalida l'arresto in carcere.

A suo carico ci sono gravi indizi di colpevolezza in ordine a quella rapina commessa con un caso integrale in testa, in sella a uno scooter rubato e con una pistola finta, ma priva del tappo rosso di riconoscimento. Secondo la ricostruzione degli investigatori, confermata dalle parti offese, uno dei tre agenti giunti sul posto a bordo di un'auto "civetta" ha invece intimato l'alt, mostrando la paletta, e dopo essersi qualificato. Lo stesso agente avrebbe anche chiesto ai rapinatori di gettare la pistola a terra. Un ordine ignorato. Anzi, il rapinatore alla guida dello scooter avrebbe anche urlato al passeggero "Spara alla guardia, sparalo, sparalo" mentre quest'ultimo gli puntava contro l'arma. E' a questo punto che si compie la tragedia: il poliziotto decide di reagire, per difendere se stesso, le vittime della rapina e i suoi colleghi. Non può sapere che la pistola è finta. Il suoi colpi raggiungono e uccidono il 17enne, che rimane riverso a terra esanime. Poco prima lo scooter è rovinato al suolo.

Ciro De Tommaso, viene bloccato e ammanettato. Addosso gli troveranno la refurtiva: 100 euro, tre Iphone, un borsello contenente le chiavi di una costosa Porsche e anche un coltello. Secondo quanto riferisce l'avvocato Sgambato, Ciro è stato riconosciuto da un ragazzo (quello che i tre rapinati stavano attendendo nella Mercedes parcheggiata e che al momento del colpo non era presente) al momento dell'arresto.


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