Conversazioni, chat e celle telefoniche. Gli inquirenti stanno cercando ogni elemento possibile per inchiodare definitivamente alle loro responsabilità i quattro del branco che ha pestato e accoltellato Maurizio Cerrato. Un omicidio efferato e per futili motivi e che ha indotto il giudice per le indagini preliminari a confermare il carcere per Giorgio e Domenico Scaramella, Antonio Venditto e Antonio Cirillo.

Le indagini proseguono in maniera spedita. Sebbene i quattro abbiano compiuto il delitto, avvenuto “solo per un parcheggio violato”, secondo il giudice non ci sono stati elementi tali da poter ipotizzare che il branco ha avuto in animo l’intenzione di uccidere. Esclusa, quindi, l’aggravante della premeditazione.

Fissati per domani pomeriggio accertamenti tecnici sui cellulari del branco. Un provvedimento resosi necessario anche alla luce delle dichiarazioni fornite da Antonio Venditto. Il ragazzo, secondo il racconto fornito dalla figlia della vittima, ha partecipato all’aggressione e avrebbe anche aiutato Maria Adriana a caricare in auto Cerrato dopo l’aggressione. A rinforzare la tesi, le dichiarazioni spontanee rese quella notte da Giorgio e Domenico Scaramella, che indicano Venditto tra i presenti. Il ragazzo invece ha detto di non aver partecipato alla spedizione punitiva. A testimoniarlo ci sarebbero anche alcuni video, aprendo così lo scenario verso un clamoroso scambio di persona.

La perizia sui cellulari servirà anche a verificare le dichiarazioni fornite agli inquirenti.

il ricordo

Le parole della belva

La motivazione

i ricorsi

gli interrogatori