“Mi dissocio da questo delitto indegno. Il colpevole paghi”. Prova a scaricare le colpe Domenico Scaramella. Una delle quattro belve arrestato per il barbaro omicidio di Maurizio Cerrato a Torre Annunziata ha fornito dichiarazioni spontanee al gip Antonio Fiorentino.

Domenico Scaramella, fratello di Giorgio a capo del commando, ha parlato del suo ruolo durante l'aggressione che è costata la vita al povero 61enne in via IV Novembre lo scorso 21 aprile.

La belva, riconosciuta anche dalla figlia di Cerrato, ha affermato di essere stato sul posto al momento dell’uccisione. Poi ha aggiunto. “Ho colpito la vittima soltanto con schiaffi e pugni al volto. Ma non ho partecipato a questo delitto indegno”.

Domenico Scaramella parla così del ruolo del cugino Antonio Cirillo. Secondo la belva “era lui che era presente sul posto prima del mio arrivo ed ha partecipato attivamente alla lite sferrando pugni all’uomo rimasto vittima dell’evento. Ho detto tutto ai carabinieri che grazie a me sono riusciti a risalire a lui. Ribadisco che mi dissocio da questo fatto indegno ed è giusto che il vero colpevole paghi”.

Inoltre, come si evince dal provvedimento del gip, lo stesso Domenico Scaramella ha cercato di sviare da sé i sospetti affermando di essersi adoperato per aiutare la figlia di Cerrato a portare il padre nell’auto dopo aver subito l’aggressione mortale.

il ricordo

La motivazione

i ricorsi

le perizie

gli interrogatori