Alle 16,48 del 17 aprile del 2014 il Savoia tornava dopo 14 anni tra i professionisti. Con la facile vittoria per 7-2 sul Licata i bianchi conquistarono in maniera aritmetica l’accesso in Lega Pro con quattro turni d’anticipo. Una cavalcata trionfale quella della formazione di Vincenzo Feola, capace di scrivere in un’unica stagione una valanga di record. L’ex presidente Lazzaro Luce costruì una macchina da guerra con l’acquisto dei vari Stendardo, Scarpa, De Liguori, Tiscione e Del Sorbo. A un anno di distanza e con la società sull’orlo del fallimento fa un certo effetto ricordare un’annata che ha ridato lustro ad un’intera città.

IL RICORDO DI SIMONETTI. Uno dei principali artefici della cavalcata vincente del Savoia fu l’ex direttore sportivo Tonino Simonetti. Uomo di fiducia di Lazzaro Luce, riuscì a trovare gli uomini giusti per centrare il successo. “Il momento più bello fu sicuramente quello della promozione. E’ stato solo un peccato non poter gioire assieme al mio presidente, che per quanto mi riguarda è una persona eccezionale”. I bianchi vinsero il testa a testa con l’Akragas, tramortito dal pari interno contro la squadra di Feola, passato proprio quest’autunno alla corte di Silvio Alessi. “Ricordo ancora che guardai la partita su una collinetta posta nei pressi dell’Esseneto assieme ai tifosi, che non potevano vedere la partita allo stadio. Fu davvero un momento toccante. Rigoli disse che era arrivata un’accozzaglia, ma alla fine avemmo ragione noi”.

A Simonetti piange il cuore a vedere il Savoia ridotto in queste condizioni, ma lascia una promessa alla piazza. “Il mio sogno è quello di tornare a Torre Annunziata, perché è un posto eccezionale per fare calcio. Io sono sempre stato serio fino alla fine, ma purtroppo la società è stata affidata ad alcuni personaggi con i quali non si andava da nessuna parte”.

Foto Nunzio Iovene Il Cigno @rt


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