Si chiama 'Il Drago e la neve' il romanzo fantasy di Andrea de Vita, napoletano, 23 anni, autistico di 'primo livello'; il suo lavoro sarà presentato venerdì prossimo. Il giovane descrive un regno dove le discendenti al trono sono due sorelle, profondamente diverse. Il romanzo racconta le loro molteplici avventure che le porteranno a separarsi e a ricongiungersi più volte, ad allacciare rapporti e alleanze con creature appartenenti a popoli molto diversi tra loro e a combattere forze malvagie che vorrebbero distruggere l'armonia con pazienza e fatica creata tra esseri umani e altre specie, in un mondo di draghi, creature fantastiche e magia.

Le due sorelle, fra difficoltà, romanticismo e colpi di scena riusciranno a superare le differenze, a trovare la forza per combattere contro il male, per tentare di costruire - insieme con molteplici e variegati personaggi - un mondo in armonia, capace di creare ponti fra diverse dimensioni della vita. Le azioni delle due ragazze e dei loro alleati mostrano un chiaro filo conduttore. Quando le azioni sono realizzate con amore, passione e co(m) - passione le differenze, qualunque esse siano, non possono e non devono costituire un ostacolo insormontabile.

"Popoli diversi per aspetto, cultura e tradizioni possono integrarsi nel rispetto reciproco e in una reciproca accettazione. Perché è nella diversità che deve piantarsi il seme della comprensione, unica strada per l'inclusione, in grado di rinnovare, in uno speciale circolo virtuoso, il miracolo dell'amore" spiega il giovane autistico. Andrea presenterà il suo libro a Napoli, come detto, il 19 gennaio, alle 17, nell'Incomix Cafè di via Mosca; sarà la prima di una serie di presentazioni che vedrà coinvolte scuole, università e centri culturali.

Il giovane autistico ora sogna e studia per trovare lavoro in una biblioteca. E' infatti iscritto al Corso di laurea magistrale in "Gestione e valorizzazione degli archivi e delle biblioteche" nell'Università di Salerno, dopo essersi laureato - con una tesi di laurea in "Storia del Cinema" incentrata sul personaggio di Godzilla - al Corso triennale di "Archeologia, Storia Delle Arti e Scienze del Patrimonio Culturale" nella Federico II. Sottolineano gli operatori che seguono il giovane: "Il talento di Andrea, capace di scrivere un romanzo fantasy mescolando personaggi, storie e miti, fa riflettere sulla possibilità di trovare nel valore del magico un rifugio salvifico, una possibilità di evasione dal mondo attuale, in cui tutto è possibile, tutto è conoscibile in modo oggettivo ma spesso fugace e superficiale, modalità di esistere che alle intelligenze differenti non basta. Andrea ha voluto andare oltre, ha cercato nella fantasia un'altra modalità di conoscenza del mondo, forse più profonda e certamente più vera".

Nel romanzo, attraverso le intricate vicende dei personaggi, si affrontano tematiche cruciali quali l'amore, l'inclusione, la comprensione, la diversità che assumono un significato "terreno", pur appartenendo a personaggi fantastici. "Questo è reso possibile grazie al talento di Andrea e al suo modo sorprendente di elaborare la realtà". Andrea con le sue difficoltà che lo hanno, nei fatti, frequentemente isolato dalla realtà, scrive un racconto di inclusione sociale, in cui le differenze non allontanano, ma fungono da ponti che, attraverso l'amore e la comprensione, avvicinano le diversità.

Ed includono, quanto meno in un mondo fantastico, cui sempre più quello reale dovrebbe potersi avvicinare. Il romanzo può costituire, si sottolinea, "anche un messaggio di concreta speranza per il variegato e complesso 'mondo autistico', che ricomprende genitori, familiari, educatori. Un "mondo" oggi sempre più attivo, determinato e combattivo per la ricerca dell'accettazione, prima e dell'inclusione, subito dopo, delle persone nello spettro e delle unicità ed opportunità che ciascuno è in grado di offrire oltre che di ricevere". 

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