L’Ispettorato Centrale della Tutela della qualità e della Repressione Frodi di Napoli, uno degli uffici del Ministero delle Politiche Agricole distribuiti sul territorio Nazionale, ha cambiato casa. L’istituzione che appartiene a uno dei maggiori organismi europei di controllo ripartita su 19 uffici in Italia, si occupa della difesa della qualità dei prodotti agroalimentari e della repressione delle frodi per la tutela dei consumatori nelle regioni della Campania e Calabria. L’ufficio ministeriale si è trasferito da Via del Fiumicello, adiacente al Corso Garibaldi di Napoli, al grande palazzo di via Vespucci, appartenente al Demanio che da anni ospita numerosi uffici statali. 

Dopo “l’emergenza del vino al metanolo” del 1986 l’Ente, che già svolgeva controlli sugli alimenti, incrementò e perfezionò le sue attività aumentando le sue competenze fino a diventare l’Ispettorato di oggi, ovvero una delle Autorità Nazionali che effettua il maggior numero di controlli antifrode al mondo, garantendo la vigilanza sulle produzioni di qualità certificate e la tutela del Made in Italy agroalimentare nonché il contrasto alle contraffazioni.

Negli oltre 50 anni di attività della Istituzione, l’Ente napoletano ha effettuato 3 passaggi di sede a partire dai primi anni ’70 quando era ubicato nei locali della Facoltà di Agraria dell’Università di Portici nell’antica Reggia Borbonica, per poi passare nel 1988 sempre a Portici in uno storico fabbricato settecentesco di Via Moretti per il quale versava al Comune un canone di locazione e infine per collocarsi nel 2006 nell’elegante palazzo di via del Fiumicello a Napoli, prospiciente il porto.

Ma in quel tempo la crisi economica cominciava a mordere, tuttavia la sede “dorata” costosa e sovradimensionata di via del Fiumicello di Napoli, scelta e voluta dall’allora Ispettore Generale Capo della Repressione Frodi a Roma Giovanni Lo Piparo, fu autorizzata dal Ministero a uno stratosferico canone di locazione in barba a tutte le Spending Review che si andavano studiando e proponendo dai Governi che si succedevano in quegli anni per maturare risparmi di spesa per lo Stato.

In quel tempo però questo ultimo passaggio procurò notevoli polemiche per l’esorbitante canone d’oro che il Ministero arrivò a sborsare a una società privata proprietaria dello stabile per affittare i propri uffici. E ricominciò la ricerca di una nuova sede a un costo più economico senza ottenere però risultati convenienti e così tutto rimase bloccato per anni. L’ufficio restò saldamente ancorato nel suo bel “palazzo di cristallo”, in un meraviglioso microcosmo napoletano da oltre 700 mq. Prospiciente il mare di Napoli, sovradimensionato per le esigenze operative e logistiche dell’ente. Finalmente però lo scorso anno fu reso disponibile il sito demaniale di via Vespucci, nel quale l’Ente si è ora trasferito a costo zero sistemandosi tra il 4 e 5 piano della “cittadella” ospitante.

Continua così l’importante attività di controllo dell’Ufficio di Napoli diretto dal Dr. Salvatore Schiavone con il suo qualificato team di collaboratori e di navigazione nelle difficili acque della tutela della salute dei consumatori e del controllo dell’agroalimentare.


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