Una seconda possibilità per i detenuti, così la bellezza cura lo strappo sociale.

Firmata oggi la convenzione stipulata tra il Tribunale di Napoli, l’Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna per la Campania ed il Parco Archeologico di Ercolano. Una importante connessione che prevede lo svolgimento di attività gratuita rivolta alla “pubblica utilità” da parte di persone che, per fatti reato occasionali di lieve entità, chiedono di sospendere il processo e si sottopongono ad un programma di trattamento, che ha nel lavoro di pubblica utilità la sua componente essenziale. Al positivo superamento del periodo poterà all’estinzione del reato, senza che venga celebrato il processo ed erogata una pena.

L’incontro si è tenuto oggi con il Capo di Gabinetto del Ministro della giustizia, Dott. Raffaele Piccirillo, il Capo del Dipartimento di Giustizia Minorile e di Comunità, Dott.ssa Gemma Tuccillo, il Direttore Generale per l’Esecuzione Penale Esterna e Messa alla Prova, Dott.ssa Lucia Castellano, il Presidente del Tribunale di Napoli, Dott.ssa Elisabetta Garzo, il Direttore reggente dell’Ufficio Interdistrettuale di esecuzione penale esterna per la Campania, dott.ssa Claudia Nannola, per celebrare l’accordo e dare l’avvio alle attività, la cui importanza per il territorio è stata testimoniata dalla partecipazione del Sindaco di Ercolano, l’avv. Ciro Buonaiuto. Hanno preso parte all’incontro anche i Direttori degli Uffici delle sedi provinciali, la Polizia Penitenziaria e i Funzionari di Servizio Sociale che accompagneranno l’esecuzione delle misure di “comunità”.

 “Il Parco archeologico di Ercolano vuole aggiungere il proprio contributo al processo di trasformazione di Ercolano da città nota solo dalla cronaca nera a luogo di resistenza civile e di occasioni solidali di reintegro all’insegna dei valori culturali che dalla storia di questo sito promanano. Nella convinzione che il reintegro nella società rappresenti non solo un’opportunità di recupero e riparazione– interviene il Direttore Sirano –ma anche di apertura di percorsi di vita rinnovati, questa convenzione vuole coniugare la Giustizia in tutte le sue forme e capacità all’interno di una visione di comunità accogliente in cui i cittadini in area penale sapranno impegnarsi ma dalla quale si faranno anche trasformare”.

Forte, dunque, il valore simbolico dell’accordo che si celebra tra la Giustizia, che in luogo di un trattamento sanzionatorio detentivo, mira alla rieducazione, risocializzazione e, laddove possibile, alla riparazione del danno arrecato, e l’Arte, la Storia e l’Archeologia che “curano con la bellezza”, includendo la collettività, anche e soprattutto quella più bisognosa, nella storia della città antica e dei suoi abitanti.

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