“E’ stato usato indebitamente il nome di Pompei”. Il consigliere comunale Domenico Di Casola si scaglia contro il gruppo IrgenRe, la società che si sta occupando della realizzazione del più grande centro commerciale del sud Italia nell’ex area dell’italtubi a Torre Annunziata.

A causa del Covid, la consegna della cittadella, che sarebbe dovuti avvenire entro la fine di quest’anno, è così slittata di un anno. Ma si farà. Di Casola però non ci sta e pretende chiarimenti: “L'Amministrazione comunale e, in mancanza, il Consiglio comunale di Pompei devono tutelare l'immagine ed il nome della nostra città, mettendo in campo tutte le iniziative al fine di evitare che il più grande centro commerciale del Sud, previsto nella città di Torre Annunziata, ai confini con Pompei, venga chiamato Maximall Pompeii”.

Il motivo è chiaro: “Già viviamo una forte crisi economica per l'emergenza sanitaria tuttora in corso – ha continuato Di Casola - occorre evitare che grossi gruppi economici usino indebitamente il nome di Pompei. Vanno adottate tutte le iniziative a tutela della città di Pompei, del suo nome e dei suoi operatori economici”.

Non a caso, proprio Di Casola, nel corso della sua campagna elettorale dell’estate scorsa, ha inserito nel suo programma elettorale la questione del “Brand Pompei”. Il consigliere si è unito alla protesta di numerosi commercianti di Torre Annunziata nei confronti dell’amministrazione comunale, non solo per la questione relativa al nome della cittadella ma anche per il contraccolpo economico che potrebbero subire le piccole imprese e i negozi di vicinato. “Mi auguro che Torre Annunziata intervenga – ha concluso Di Casola - e pretenda il rispetto dell'importante storia del suo territorio, ben conosciuta con il nome di Oplonti”.

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