In alcuni casi, alle cifre da restituire era applicato un tasso di interesse mensile del 6%. A garanzia del pagamento, che doveva avvenire in pochi mesi, si facevano rilasciare assegni post datati. Con l’accusa di usura i carabinieri di Ercolano hanno arrestato Nicola Fiengo e Ciro Di Buono, di Portici, e Antonio Lucarella, di Ercolano.

Le indagini sui tre sono scattate a seguito della denuncia di una delle vittime e sono proseguite con perquisizioni, accertamenti bancari ed intercettazioni telefoniche. Nel corso dell’inchiesta, gli uomini dell’Arma sono riusciti ad individuare un’ulteriore vittima delle condotte usuraie.

Stando alle prime ricostruzioni, gli strozzini avanzavano richieste sempre più pressanti quando i loro debitori non riuscivano a pagare, gonfiando le cifre fino a raggiungere centinaia di migliaia di euro. In alcuni casi, le vittime erano costrette alla cessione di autovetture o all’alienazione di immobili a cifre molto inferiori al valore di mercato.

L’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli ha portato al sequestro preventivo di un terreno, sul quale insiste un edificio per uso commerciale, dal valore di 270 mila euro, ceduto da una delle vittime di usura.

Tre arresti