Torre Annunziata. "Ricevetti da Francesco Immobile nel maggio 2008 il prestito in contanti di 30mila euro. Ricordo che la somma era composta da tutte banconote da euro 50. La consegna del denaro avveniva nella sua abitazione". Inizia così la dolorosa denuncia agli inquirenti dell'avvocato oplontino che col suo racconto, dopo sei anni da quel "prestito", ormai soffocato da interessi mensili del 10 per cento (del 120% invece il tasso annuo imposto), ha deciso di raccontare tutto alla Guardia di Finanza di Torre Annunziata, spedendo ieri in galera l'ex presidente del Savoia ed Andrea Gargiulo, 42 anni, anch'egli torrese, il secondo a finire a Poggioreale con le stesse accuse, ma praticando un tasso inferiore del 115,25%.

Sono 115 le pagine dell'ordinanza firmata dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata, Giovanni de Angelis. Un provvedimento dettagliato pieno di cifre, intercettazioni, risultanze di consulenze contabili e che ha portato pure al sequestro di una Mercedes D35, una 250D, uno Yamaha Majesty 250, tutti intestati a 'O' presidente'. Dall'ordinanza però spunta soprattutto un incontro. E' il 12 maggio 2014, ore 18:20 circa. Francesco Immobile va direttamente allo studio dell'avvocato, perchè "è venuta l'ora di risolvere diciamo così".

Un colloquio a quattrocchi necessario perchè l'iniziale accordo, stretto sei anni prima, non regge più. L'avvocato ha pagato solo 3mila euro al mese per tre anni, fino al 2011. Poi stop, dichiarando agli inquirenti di aver  consegnato ad Immobile 46mila 500euro in contanti nei primi tre mesi del 2014. E' giunta l'ora di estinguerlo, finalmente, quel debito. La trattativa va a buon fine, c'è l'ok delle parti: "Per me ottantamila euro e chiudiamo qua", l'offerta di 'O' presidente'. Accordo tradotto in 4 tranche da 20mila euro cascuna. La prima in contanti, le altre tre con assegni. Prima di lasciare lo studio, Immobile vuole pure uno "strano" promemoria: "Scrivi duemila, non fare ventimila che io capisco". Accanto alla cifra, altre annotazioni: "contanti,garage,garage,garage". In sostanza, secondo l'accusa, "O' presidente" fa sì che quel foglio, se trovato, non divenga prova schiacciante.

foto repertorio


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