Vaglia e contanti in carcere per pagare morte e silenzio. Oltre 40mila euro dati al figlio: i soldi arrivavano dai Tamarisco.

Nuovo capitolo nel processo sulla morte di Matilde Sorrentino. Presso l’aula 115 della Corte d’Assise di Napoli a parlare è stata Rosa Coppola, la mamma di Alfredo Gallo. Il procuratore Pierpaolo Filippelli ha alimentato dubbi su come la donna è riuscita a mantenere il figlio versando tutto quel denaro. A maggior ragione se non ha mai avuto un reddito tale da permettere un simile esborso di denaro.

A parlare è stato anche il colonnello Dario Pini. Ha riferito degli accertamenti reddituali nei confronti di 15 persone che furono arrestate nell’ambito delle prime indagini relative ai pedofili del Rione Poverelli. L’obiettivo di Filippelli è stato quello di dimostrare la tesi portata da sempre avanti dalla Procura e confermata dai numerosi pentiti che in questi mesi hanno raccontato in aula. I soldi venivano da Francesco Tamarisco, per pagare l’omicidio di Mamma Coraggio.

L’OMICIDIO. La donna fu uccisa sull’uscio di casa il 26 marzo 2004 con diversi colpi di pistola. Matilde Sorrentino con le sue denunce aveva rotto il muro di silenzio e omertà intorno ad una delle vicende criminali più tragiche avvenute a Torre Annunziata, ovvero l’abuso sistematico e lo stupro di diversi bambini (tra i quali suo figlio) a opera di una organizzazione di pedofili attiva nel quartiere dei Poverelli.

Nella prossima udienza, in programma il 23 febbraio, ci sarà il controesame della difesa nei confronti della signora Coppola e del colonnello Pini.