"Ribadiamo la nostra vicinanza e solidarietà a Carmela Sermino e a sua figlia Ludovica e ci associamo alla loro richiesta di giustizia". Così don Tonino Palmese, presidente della Fondazione Polis della Regione Campania, commentando la richiesta di archiviazione dell'inchiesta relativa all'omicidio di Giuseppe Veropalumbo, ucciso la notte di Capodanno di tredici anni fa da un proiettile a Torre Annunziata, nella zona del Quadrilatero delle Carceri.

La moglie ha fatto sapere che non si arrenderà e in un post sui social ha fatto sapere che continuerà "con tutte le mie forze rimaste ad andare avanti e dare un senso a tutto quello, alla sua vita. Finché parleremo di lui, della sua storia, allora Peppe non sarà morto invano".

"Un uomo, un marito e un padre perbene è stato sottratto alla vita e all'affetto dei suoi cari in un contesto fortemente segnato dalla violenza criminale. Auspichiamo che al più presto lo Stato riconosca Giuseppe vittima innocente di camorra e che il percorso ben avviato di riqualificazione di Palazzo Fienga giunga a compimento. Tutto ciò non ci restituirebbe Giuseppe, ma certamente darebbe ulteriore valore all'impegno, al coraggio e al desiderio di giustizia di Carmela e Ludovica e di tutti quelli che sono al loro fianco", aggiunge don Tonino.

Lo sfogo