POGGIOMARINO. Gestivano a diverso titolo un presunto giro di prostituzione in via Pertini a Poggiomarino, al confine con Striano, San Giuseppe Vesuviano e Palma Campania: un ricco business scoperto dagli inquirenti nel 2012, subito dopo la morte di una “squillo” ucraina 27enne, uccisa in estate a coltellate. Da lì l’inchiesta e le prime rivelazioni di amiche della vittima, che hanno aiutato il pm a far luce sul presunto traffico di donne dell’Est al quadrivio: a quattro anni di distanza, l’apertura del processo a Torre Annunziata a carico di 6 persone.

Per l’accusa, a gestire il giro di "lucciole" era Gennaro Sambuco, 28enne residente a San Gennaro Vesuviano, che provò la fuga all’estero prima della cattura su un bus di linea. Le forze dell’ordine rintracciarono Sambuco a Ventimiglia. Con lui, quel giorno, c’era una donna romena di 33 anni: Irina Ana Cristea, poi espulsa dal prefetto di Napoli.  

GLI IMPUTATI. Alla sbarra anche Felice Di Palma, 31 anni di Poggiomarino, Michele Sambuco, 23, fratello del principale imputato. E poi Vasilev Yanakiev Sashko, 47 anni, bulgaro residente a Striano e Salvatore D’Ambrosio, 67enne di Poggiomarino. A procurare le ragazze “in vetrina” sui marciapiedi sarebbe stata - secondo l’accusa - la donna romena. Ad incassare i maggiori profitti, invece, era Gennaro Sambuco, che si sarebbe servito di alcune delle persone sotto processo per incassare le somme.

IL SUICIDIO. Un avviso di garanzia colpì anche il 47enne Orazio Caso, gestore di un circolo ricreativo in via Nuova San Marzano. L’uomo, poco prima della fine dell’inchiesta, si sparò al petto, morendo nel gennaio 2014 durante una disperata corsa in ambulanza verso l’ospedale. Secondo gli inquirenti, il suicidio sarebbe stato collegato a possibili fughe di notizie in merito all’inchiesta. A pochi giorni dalla morte, infatti, si scoprì che Orazio Caso era formalmente indagato nel procedimento.