Trentacinque nuove telecamere installate nell'area protetta del Parco Nazionale del Vesuvio serviranno "a scovare chi deposita rifiuti, ma anche chi potrebbe dar fuoco al bosco del parco".

Lo ha detto il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, nella mattina di lunedì 16 luglio ad Ottaviano, nella sede del Castello mediceo, per presentare l'iniziativa che punta a incastrare "quanti commettono reati nell'area protetta". Saranno tre le centrali operative attive per le telecamere installate nell'area del parco nazionale del Vesuvio.

Il ministro, prima di raggiungere la sala conferenze del castello, si è intrattenuto con alcuni cittadini che gli hanno chiesto quali azioni intraprendere per poter procedere con la bonifica delle aree private dagli alberi inceneriti dal vasto incendio che lo scorso anno mandò in fumo molti ettari dell'area protetta. "Se uno non ha niente da nascondere - ha spiegato poi il ministro - non protesta contro le telecamere di video sorveglianza che servono per garantire la sicurezza dei cittadini. Come ministro - ha aggiunto - mi aspetto che a questo sistema di video sorveglianza si aggancino anche i comuni del parco, destinando una parte del proprio bilancio per la sicurezza dell'ambiente. L'altro giorno ho presieduto a Casalnuovo, alla presentazione di un sistema di 136 telecamere sul territorio, e spero che i comuni del parco seguano l'esempio e facciano diventare questi 35 occhi elettronici sempre più numerosi".

“Dopo le telecamere del comune di Ottaviano - ha spiegato il sindaco Luca Capasso - arrivano anche quelle in tutto il territorio del Parco nazionale del Vesuvio: un grande risultato, frutto di sinergia istituzionale e dell'impegno dell'ente Parco e del presidente Agostino Casillo. Grazie a lui e a Costa, amico del Vesuvio e dei Vesuviani. Al ministro chiedo un impegno: si faccia luce sugli sversamenti passati, sui danni derivati dai roghi tossici, sulla salute dei cittadini. Guardiamo al presente e al futuro con fiducia, ma non dimentichiamo il passato”.

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