Sorpresa e delusione per i cittadini di Bellavista nel rivedere quel muro di Via Gravina, riportato ad antico splendore, nuovamente  imbrattato da vernice nera.  E’ stata  incredibilmente lunga la tenuta di quel  muro contro i 'vandali della bomboletta', più di un anno. 

Molti si chiedevano come mai proprio quel muro, e solo quel muro, così invitante  resistesse alla tentazione di infierirvi con una delle solite opere insignificanti e spesso perverse .

“Ce lo aspettavamo  – ha dichiarato deluso un passante -  la tentazione che offriva quel muro era troppo grande “. Così gli “artisti di strada”, geni della bomboletta, hanno oltrepassato  la sottile linea rossa della mente che li frenava  e sono tornati nottetempo a dissacrare quel  muro  aggredendolo  con i soliti inutili, sgradevoli geroglifici.

Artisti da strada ? E’ l’interrogativo che si pongono  i cittadini davanti alle deturpazioni che sono ormai  in ogni parte della città . Sono in tanti  a non  sopportare più imbratti ai palazzi , sottopassi, marmi e pietre antiche, negozi,  cartelloni stradali ,  autobus, treni , nulla  si salva più dalla mano perfida del  bombolettaro.  Non appena  si   ripulisce una parete lui torna e colpisce ancora con il gusto di una  malvagia  provocazione .

“Ci siamo spesso battuti con le autorità perché dessero  dignità e bellezza all’area di piazza Poli a cominciare dalla fontana – dichiara un altro residente -  ma cosa si può fare di fronte a una tale inciviltà. Non riusciremo mai a batterli il fenomeno è troppo vasto “.

Le  città sembrano ormai  prigioniere di questo degrado che  ha raggiunto limiti intollerabili.  Qualcuno ricorda che perfino Don Bosco  giustificava le scritte sugli intonaci dei muri della sua casa definendoli   “ le nostre sorelle….” , ma vogliamo paragonarle alle  frasi della Sacra Scrittura che parlavano della necessità di salvarsi l’anima ? Qui è tutt’altra cosa.