Non si placano le polemiche a Pompei, in una campagna elettorale sempre più dai toni aspri.

Carmine Lo Sapio risponde a tono alle insinuazione lanciate dal suo competitor, Domenico di Casola, nei giorni scorsi.

“ Di Casola è disperato, è rimasto da solo e lo dimostra la pochezza delle argomentazioni di questi giorni, tuona Lo Sapio – parla di malaffare ma la procura di Torre Annunziata ha fascicoli aperti non certo su di me.”

Una battaglia senza esclusione di colpi, anche bassi a Pompei. Manca ancora una ventina di giorni al voto, ma la campagna elettorale è già infuocata. E’ il clima di tensione nel quale sta vivendo Pompei nelle ultime settimane di fervore politico. Le schermaglie tra le coalizioni a sostegno di Carmine Lo Sapio e Domenico Di Casola hanno inasprito da tempo il confronto, a tal punto da indurre il vicequestore e comandante del Commissariato di Polizia Stefania Grasso a convocare i candidati per un “richiamo all’ordine”.

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“Il mio avversario continua ad inasprire il confronto ed alimentare l’odio, non facciamo polemiche ma non siamo di certo noi la coalizione del malaffare” ha chiosato Lo Sapio.

Durante l’incontro elettorale, Lo Sapio ha risposto anche ad Antonio Marciano, consigliere regionale  PD: “ Marciano fa il mio nome, a quale titolo? Che integrità morale ha?  Io ho fatto un concorso per entrare quaranta anni fa nell’azienda di trasporti che lui vanta nel suo curriculum,  lui che concorso ha fatto? Quando ha lavorato? Come è entrato nell’azienda? Marciano non è in condizioni di dare lezioni, a nessuno”.