C'è sconcerto tra i genitori dei ragazzini - tutti della fascia d'età della scuola Media - ora che è diventato di pubblico dominio il ''gioco'' dei video-hard mediante il quale è stata a lungo ricattata una 15enne del Napoletano. Il timore è che la giovane non sia l'unica vittima del branco. Due delle 11 famiglie coinvolti in questa torbida vicenda hanno chiesto aiuto al parroco. “È una brutta storia che scaturisce dal disinteresse familiare nei confronti dell'educazione da impartire ai propri figli - commenta il parroco - Questa è l'età in cui i giovani, se abbandonati a loro stessi, sono a maggior rischio”.

“Sono ragazzi che fino alla celebrazione della Prima Comunione vivono in un ambiente sano, aiutati a formarsi nei valori del rispetto reciproco. Ma per le famiglie, dopo la festa al ristorante e i fuochi d'artificio, non c’è più nulla. E i risultati sono questi. Io li avverto dall'altare. Noi qui offriamo tante attività, giochi, gite. Non è vero che questi giovani non hanno altre opportunità di svago nel nostro piccolo Comune. Perché, purtroppo, chi ha coltivato questa perversione, lo ha fatto per divertirsi. È stato uno ‘svago’. Non è stato fatto per soldi, solo per passare il tempo con gli amici. Tutto questo però ora assume le sembianze dell'orrore”.

Gli sviluppi

Il giovane 'capobranco'

Gli arresti