"Non ho fatto niente di grave. Il Giudice ce l'ha con me per questo sono qui. Io non sono un uomo violento!". Diniego, inconsapevolezza e incapacità di riconoscere il problema. Sono queste le frasi che pronunciano più frequentemente gli uomini che si rivolgono alla dottoressa Antonella Bozzaotra, Responsabile dello sportello 'Oltre la Violenza' dell'Asl Napoli 1 Centro.

“La violenza di genere è un fenomeno trasversale - spiega la dottoressa Bozzaotra - Nel 2014 abbiamo aperto il primo sportello per capire chi fosse davvero l’autore delle violenze. Senza questo passaggio è difficile arrivare ad una soluzione. La diffusione della violenza sulle donne è definita pandemica perché è un’emergenza che riguarda il mondo intero. Il Servizio Sanitario Nazionale ha l’obbligo di occuparsi di questo problema che non può e non deve essere delegato ai privati”.

Cosa innesca il comportamento violento? Perché un uomo decide di picchiare o uccidere la propria partner? Sono queste le domande che hanno spinto Rotary Club, Rotaract e Interact di Torre Annunziata ad organizzare il convegno 'Pensavo fosse mia: sconfiggere la violenza dentro di sé'. Obiettivo dell’evento, curato dall'avvocato Edda Cirillo, socia dei Club Rotary e Rotaract, l’analisi del fenomeno della violenza di genere dal punto di vista dell’autore.

Ad inaugurare il convegno un cartone animato di denuncia realizzato da Sara Russo, studentessa del De Chirico. A seguire la toccante performance dell’attore Michele Civitillio con la lettura delle relazioni finali degli ex aggressori scritte al termine del percorso di recupero con la dottoressa Bozzaotra. Dopo i saluti generali di Catello Germano e Marco Russo, rispettivamente presidenti di Rotary Club e Rotaract di Torre Annunziata è l’avvocato Edda Cirillo a prendere la parola per una prima introduzione dei temi della serata.

Tra i relatori Ernesto Aghina, Presidente del Tribunale di Torre Annunziata. “Se la donna non incontra una divisa, incontrerà sicuramente un camice bianco. Il caso di Anna Scala, massacrata a Piano di Sorrento dal suo ex compagno, ci insegna che anche denunciando non si arriva ad una soluzione. La prevenzione è la chiave per evitare altre vittime. La legge del Codice Rosso è efficace e potrebbe scongiurare il rischio di recidiva. Pochi giorni fa in Senato c'è stato un ulteriore potenziamento. Un condannato incensurato potrebbe godere della pena sospesa e quindi essere comunque libero e pericoloso ed è proprio per questo che sono necessari percorsi di recupero, come previsto da questa legge". 

Nel susseguirsi di interventi sulla matrice del comportamento violento è la storia raccontata dal Vice Questore Nicola Donadio del Commissariato di Sorrento ad aprire una finestra sull’abisso. “La mia primissima indagine fu in Valle d'Aosta. Arrestammo un noto fotografo della zona per tentato omicidio. Colpì più volte con un punteruolo la sua compagna Paola. Non dimenticherò mai i suoi occhi vitrei e il suo sguardo diabolico. Smettiamola di pensare che questa emergenza riguardi solo i ceti bassi, non è affatto così. Sono pregiudizi che non trovano alcun riscontro nella realtà dei fatti”.

Paola scampò alla morte per miracolo. Provvidenziale fu l’intervento di un signore anziano che la strappò ad una morte certa. Un racconto degli orrori a cui segue, ancora una volta, la stessa domanda: cosa ha innescato in quell’uomo la furia omicida? A rispondere stavolta è la psichiatra Carla Boccia, responsabile Unità Operativa Salute Mentale dell’Asl Na3Sud. “Alla base di molte azioni violente compiute dai maschi contro le femmine c’è sempre un terribile intreccio di fattori culturali collettivi e di fragilità psichiche individuali. Per esempio, la convinzione implicita che la donna sia un possesso, un oggetto da controllare e dominare; che la relazione sia una palestra dove esercitare il proprio potere. La presenza di questi pensieri e dei comportamenti, anche non appariscenti, che ne conseguono, può essere considerata un segnale”.


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