Elisabetta Palmieri, direttrice del carcere di Santa Maria Capua Vetere, smentisce la sua presenza durante le violenze ai danni dei detenuti del 6 aprile 2020. “Sono stata assente per tre mesi per motivi di salute” – ha dichiarato. Quanto all'accaduto, la direttrice definisce inammissibili le violenze, ma contestualizza l'episodio: "Nei giorni precedenti i detenuti in rivolta si erano impadroniti di alcune sezioni". Quindi ha aggiunto: "L’iter processuale è all'inizio. C'è stata l'accusa, adesso c'è la difesa".

Intanto dopo la dura presa di posizione della ministra della Giustizia Marta Cartabia sulle violenze nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, prendono corpo le iniziative annunciate nella riunione di ieri con il capo del Dap, i sottosegretari e il Garante delle persone private della libertà perché fatti di tale gravità "non si ripetano" .

Il Ministro aveva giudicato l’accaduto "un'offesa e un oltraggio alla dignità della persona dei detenuti e anche a quella divisa che ogni donna e ogni uomo della Polizia Penitenziaria deve portare con onore”, un "tradimento della Costituzione".  

E così dopo la decisione di sospendere i 52 poliziotti indagati, è stato convocato in tempi brevi l'incontro sollecitato dalla ministra con gli 11 Provveditori regionali dell'amministrazione penitenziaria: si terrà il 15 luglio. Resta invece confermata la data del 7 luglio per l'incontro con tutte le rappresentanze sindacali del personale dell'Amministrazione penitenziaria, sia del Corpo di Polizia Penitenziaria che delle altre figure professionali.