“Oggi abbiamo bisogno di altri Raffaele Pastore, di altri che abbiano il coraggio e la civiltà di denunciare chi commette il male”. Ricorda così don Ciro Cozzolino il commerciante ucciso dalla camorra il 23 novembre del 1996 per essersi rifiutato di pagare il pizzo. Pastore fu raggiunto da alcuni colpi di pistola esplosi dai sicari che lo raggiunsero nel suo negozio di mangimi per animali.

Il commerciante è stato ricordato questa mattina in occasione della celebrazione per la “Virgo Fidelis”, patrona dell’Arma dei Carabinieri, che si è tenuta nella chiesa della SS Trinità. Presenti i vertici locali e provinciali del corpo, i sindaci del comprensorio, magistrati e tantissimi cittadini.

“Torre Annunziata ricorda il sacrificio di Pastore, imprenditore di questa terra, allo stesso tempo madre e matrigna, ucciso dalla camorra. – afferma Don Ciro Cozzolino - Un uomo perbene che non si è arreso, un punto di riferimento importante per tutti noi”.

La cerimonia, tenutasi nella chiesa di via Gino Alfani, è stata anche occasione per ricordare la tragedia del 7 luglio scorso. “La nostra comunità ringrazia tutti per la presenza, Abbiamo vissuto momenti difficili nei mesi scorsi con il crollo della palazzina che ha causato la morte di otto persone. Sappiamo che ci sono delle responsabilità e la vostra presenza qui ci incoraggia e ci da fiducia”.

“Pastore aveva solo 35 anni quando decise di dire no al pizzo – afferma il sindaco Vincenzo Ascione, in una nota  – Un atto di estremo coraggio e di chiara e limpida adesione ad un modello di vita basato sui principi della legalità e del rispetto delle regole del vivere civile che Raffaele pagò con la propria vita, lasciando un vuoto incolmabile nella sua famiglia, in  Beatrice, sua moglie, nei suoi due figli  e nell’intera comunità cittadina.

Oggi – continua il sindaco - nella ricorrenza del  21° anniversario della scomparsa, vogliamo ricordare  all’intera cittadinanza  il  sacrificio  di  uomo lasciato “solo” a combattere  una battaglia per la legalità che, ribadiamo con forza, non può appartenere a un singolo ma deve essere impegno forte, costante e duraturo non solo delle Istituzioni ma anche  dell’intera comunità cittadina”.


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