In occasione del 16esimo anniversario dell'assassino di Gigi Sequino e Paolo Castaldi, giovani di Pianura vittime innocenti di camorra, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha inviato dei fiori sulle tombe dei ragazzi "perchè non si spenga mai il loro ricordo". Gigi e Paolo erano in auto sotto casa, a poca distanza viveva un boss, quando furono scambiati per sicari e uccisi da un killer della camorra, il 10 agosto del 2000.
Quella sera i due ragazzi si fermano a parlare nei pressi dell'abitazione del capoclan Rosario Marra. Proprio la lunga sosta deve aver insospettito alcuni membri della cosca avversa che, infilata una canna di fucile nell'auto dei ragazzi, hanno aperto il fuoco. In quel periodo era in atto a Pianura una sanguinosa faida di Camorra che ha portato anche al rapimento e al probabile omicidio di un altro ragazzo innocente: Giulio Giaccio.
Nel novembre 2007 è arrivata intanto una prima sentenza di condanna all'ergastolo per Pasquale ed Eugenio Pesce, individuati come esecutori materiali del delitto; il processo per Luigi Pesce ,svoltosi con rito abbreviato, si è concluso invece con la condanna a 18 anni di reclusione. A questo periodo risale anche l'arresto del presunto mandante dell'agguato, Luigi Mele.
Nel 2008 la terza sezione della corte di Assise d'Appello di Napoli ha confermato la condanna all'ergastolo per i cugini Pasquale ed Eugenio Pesce.
L'operazione di memoria sociale costruita attorno la vicenda dei due ragazzi di Pianura vede da anni in prima linea Vincenzo Sequino e la sua associazione "Le voci di Gigi e Paolo" e l'impegno infaticabile dei genitori di Paolo.
Nel 2000 il comune di Napoli ha intitolato a Luigi e Paolo la strada dove sono stati barbaramente uccisi.
Nell'aprile 2010 il drammaturgo Fortunato Calvino ha dedicato a Gigi e Paolo lo spettacolo "Madre luna". La biblioteca aperta nella scuola "M. Troisi" è stata intitolata ai due ragazzi. 
A 11 anni di distanza dal delitto una messa in memoria di Gigi e Paolo è stata concelebrata,  nella chiesa del "Vocazionario" a Pianura, da Don Antonio Palmese e Don Vittorio Zeccone. 
Il 9 dicembre 2013 è stata inaugurata nella villa del boss Luigi Mele, luogo dal quale partirono gli assassini di Gigi e Paolo, la Casa del giovane. Il progetto prevede l'apertura di almeno 4 laboratori, dalla fotografia alla ceramica, dal teatro ad altre attività ricreative, destinati ai ragazzi del posto. La cerimonia di inaugurazione ha visto la presenza del procuratore antimafia Franco Roberti.