"Noi andremo avanti perseguendo la riconversione turistica della città. Purtroppo in un quadro normativo malleabile certi imprenditori hanno saputo cogliere l'occasione per sviluppare i loro interessi. E' una situazione con la quale dovremo convivere".

E’ la “resa” del sindaco di Torre Annunziata Vincenzo Ascione sulla questione cisterne al porto. Dopo che la Campania ha dato il via libera alla Isecold di proseguire con l’ampliamento del deposito di idrocarburi si attende solo che l’azienda inoltri i documenti necessari all’amministrazione comunale di Torre Annunziata. Poi si potrà procedere alla costruzione di 2 nuovi serbatoi e 4 baie di carico e scarico.

Una resa, però, non senza condizioni. Secondo il Testo Unico Ambiente, “per l’esclusione dall’assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale è prevista una sanzione per aver operato in assenza di tutti i documenti – ha spiegato il primo cittadino -. Attendiamo di avere tutti gli atti nelle nostre mani prima di prendere provvedimenti”. Una linea già annunciata dal capo dell’ufficio tecnico comunale Nunzio Ariano nei giorni scorsi alla nostra redazione.

Resta poco chiaro come si intenderà procedere alla riconversione turistica della città, se a due passi dal futuro parco urbano, lungo il litorale oplontino, continueranno ad insistere le cisterne della Isecold. Nell’estate del 2018 in un consiglio comunale straordinario convocato proprio per discutere delle cisterne, si parlava di “azioni programmatiche territoriali tese allo sviluppo turistico”. Un obiettivo, a questo punto, difficilmente realizzabile, nel caso in cui i lavori alle cisterne dovessero completarsi: “Dovremo adattarci a questa situazione – ha precisato Ascione – ma vigileremo con attenzione sia sugli eventuali lavori che sugli standard di sicurezza, perché non si può mettere a rischio la salute di centinaia di cittadini. Già a suo tempo parlammo con l’architetto Josep Acebillo e della sua idea di sviluppo del waterfront. Noi intendiamo andare avanti, anche se non condividiamo le scelte operate dalla Regione Campania”.

la reazione dei cittadini

la doccia fredda