“L’intrusione del clochard nell’area archeologica di Pompei, avvenuta una settimana fa, ha evidenziato una falla nel sistema di sicurezza del Parco Archeologico di Pompei. Chiediamo indagini approfondite per accertare i responsabili”.

Le organizzazioni sindacali Cisl, Flp e Unsa hanno chiesto dei chiarimenti in merito alla vicenda del clochard che la mattina del 20 agosto scorso fu trovato da un impiegato del servizio di pulizie del Parco Archeologico di Pompei mentre dormiva all’interno dei bagni del quadriportico dei Teatri.

“Siano immediatamente individuate le criticità  e le eventuali responsabilità che hanno permesso il disservizio e che, pur non avendo fortunatamente procurato danni ai reperti archeologici, hanno comunque causato in danno di immagine al personale che svolge con dedizione il proprio servizio”, hanno spiegato in una nota Antonio Pepe (Cisl), Nicola Mascolo (Flp) e Michele Cartagine (Unsa).

Sotto la lente d’ingrandimento il sistema di videosorveglianza, giudicato inefficiente dai sindacati: “La zona da Porta Stabia al Quadriportico dei Teatri – luogo in cui è stato trovato il clochard - è servita da numerose telecamere, costate, a più riprese, sembrerebbe circa 3 milioni di euro”.

Polemiche anche sulla diffusione del video nel quale si ritrae il momento dell’intrusione del senzatetto. Cinque i punti fondamentali richiesti alla Direzione del Parco: “Stabilire quali sono state le carenze che non hanno consentito di segnalare l’intrusione del clochard; stabilire chi sono i dipendenti dell’amministrazione, oltre al personale della Sala Regia, abilitati alla visione delle telecamere di videosorveglianza; stabilire se ci siano persone abilitate alla visione delle telecamere anche da remoto; conoscere le ragioni che hanno indotto l’Amministrazione a sostituire il precedente impianto di videosorveglianza; infine, accertare l’avvenuto collaudo del nuovo sistema.