Internet ha stravolto il nostro modo di vivere nel giro di vent’anni e tanti altri cambiamenti sono attesi per il futuro. In Italia però, non siamo esattamente in linea con gli altri paesi europei: per quanto riguarda l’indice di digitalizzazione del paese, siamo al 24esimo posto su 28 paesi europei presenti nella classifica. Riceviamo insomma una maglia nera e non dovremmo sorprenderci più di tanto, considerati i dati recenti.


Secondo un report dell’ISTAT svolto nel 2019, circa il 30% degli italiani non usa internet durante la propria quotidianità e una famiglia su quattro non possiede una connessione internet. Dati davvero poco confortanti, anche perché avere un paese digitalizzato permette di avere servizi migliori. Tra connessioni in fibra ottica, servizi di cloud, criptovalute, Internet of things e tante altre innovazioni, il mondo digitale può portare tante nuove opportunità per tutta la cittadinanza, incluse le piccole-medio imprese italiane.

 

I benefici di un business che opera anche nel digitale


Il mondo delle PMI italiane rappresenta la spina dorsale dell’economia del nostro paese: secondo un ultimo censimento del 2017, le piccole-medio imprese rappresentano circa il 92% delle imprese in Italia e riescono a dare lavoro ad oltre 18 milioni di italiani. Numeri impressionanti, che però cozzano con il processo di digitalizzazione di queste imprese. Secondo il DESI (Digital Economy and Society Index), il livello di digitalizzazioni delle PMI italiane è molto basso: siamo al 26esimo posto su 28 paesi europei.

Eppure, riuscire a digitalizzare la propria attività potrebbe fare la differenza per un imprenditore. Avere una presenza su internet e sui social, per esempio, potrebbe portare a un aumento di visibilità della propria attività, così come potrebbe garantire una nuova platea di potenziali clienti al business. Per certi settori, come la vendita al dettaglio, il digitale può diventare anche il miglior canale dove rivendere i propri prodotti e servizi, raggiungendo clienti sparsi in tutto il mondo.

Esistono anche attività che si spostano interamente nel mondo digitale per operare con maggiore semplicità. Per esempio, molti dei nuovi casinò hanno aperto una propria piattaforma online dove gli utenti possono registrarsi, ricevere dei giri gratis per provare il casinò e tutti i giochi presenti al suo interno (come le slot). Si tratta di un ottimo metodo per dare l’opportunità agli utenti di avvicinarsi ad una nuova attività.

Un ragionamento simile avviene anche per nuove banche o assicurazioni che operano esclusivamente online oppure tramite delle app su smartphone: permettono di aprire spesso un conto gratis o di ricevere carte prepagate personalizzate per i nuovi utenti. In altri casi invece, alcune attività hanno identificato internet come un canale parallelo alla propria attività e l’esempio più lampante sono i ristoranti e molti altri locali.

Oltre a servire i clienti in sala, molte di queste attività si appoggiano alle piattaforme di delivery per fare consegne a domicilio, aumentando così il fatturato anche durante la settimana (quando meno gente si presente all’interno dei locali). Ma anche società che operano nel settore terziario o offrono servizi di consulenza possono beneficiare dal mondo digitale: molti processi possono essere snelliti, più clienti possono essere raggiunti e tramite nuovi strumenti online più operazioni e casi possono venire gestiti contemporaneamente.

Quali sfide affrontare per aumentare il livello di digitalizzazione in Italia?

Il governo italiano sta cercando di intraprendere nuove misure per contrastare l’analfabetismo digitale. In primis, grazie alla creazione della società Open Fiber, è stato fissato l’obiettivo di portare la fibra ottica in ogni casa ed azienda italiana. Passi da gigante sono stati fatti lungo questa strada: ad aprile 2021, circa il 66% degli italiani era raggiunto dalla fibra ottica, mentre la banda ultralarga a 100 mb raggiugeva circa il 20% dei cittadini.

Si sta anche lavorando sulla fibra ottica per gli uffici pubblici, puntando a portare la fibra in tutti gli uffici e amministrazioni pubbliche entro la fine del 2021. Ovviamente però non basta portare un internet più veloce nelle case degli italiani: bisogna pensare anche a formare le persone e l’iniziativa IDcert si muove in questa direzione.

Si tratta di un corso gratuito per fornire le competenze digitali di base, creato dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio. Il corso è destinato a cittadini ed aziende e può valere anche come certificazione per concorsi pubblici e CFU universitari. IDcert si articola con diversi moduli online, video lezioni, materiali scaricabili, esercitazioni online e anche simulazione di test. Avere iniziative del genere è il primo passo per aumentare la consapevolezza di un uso corretto di internet nella popolazione, permettendo a tutti di comprendere le potenzialità del web se si impara a utilizzarlo correttamente.