“Il Comune non ha mai vigilato sulle Arcate Borboniche”. Duro attacco di Raffaella Celone, ex assessore ai lavori pubblici dopo la notizia dello stop ai lavori. Nel luglio del 2015 l’ex esponente della giunta Starita ottenne 4 milioni di euro dalla Regione Campania per il Progetto Jessica, iniziativa realizzata con la Banca Europea per gli Investimenti e la Banca di sviluppo del Consiglio d'Europa. Con quei fondi sarebbe dovuto avvenire il restyling non solo delle Arcate, ma anche dell’ex mercato ittico e della darsena dei pescatori. Il 25 luglio del 2017 cominciarono i lavori, diretti dalla Rfi (società delle Ferrovie dello Stato) che sarebbero dovuto terminare entro 360 giorni.

Invece due anni dopo quel che rimane è solo un cumulo infinito di immondizia. La situazione più drammatica è di sicuro in corrispondenza della discesa “Equipaggi”, dove ormai è impossibile vivere per l’80enne Giuseppe Dell Monica, e nei pressi di via Stamperia dove sono stati abbandonati decine di sacchi neri. In un’altra addirittura sono stati posizionati dei banchetti, dove lavorano i pescatori.

L’ATTACCO. L’ex assessore Celone guarda con amarezza allo stato di abbandono attuale. “Non capisco perché l’amministrazione Ascione non abbia mai vigilato. E’ vero che le arcate sono di proprietà della Rfi, ma il suolo è sempre della città di Torre Annunziata. Si deve intervenire e con urgenza. Poi bisognerà capire come sono stati utilizzati i soldi del fondo Jessica”.

Fondamentale all’epoca fu anche la figura del compianto Giacomo Cuccurullo, architetto dell’ufficio tecnico vittima del crollo di Rampa Nunziante il 7 luglio 2017. “Ci teneva molto e mi aiutò tanto nel progetto di riqualificazione, che non raccolse purtroppo il supporto del resto dell’amministrazione comunale. Fu per questo motivo che decisi di dare le dimissioni dall’incarico di assessore. A mio avviso la società delle FS avrebbe dovuto darci in comodato d’uso l’utilizzo delle arcate in modo da poterle stesso noi renderle fruibili in breve tempo”.

Invece tutto ciò non è accaduto. “I lavori sono stati anche svolti male – ha concluso Raffaella Celone - C’è uno spessore della malta, che non è normale e i mattoni che hanno cercato di risanare sono inguardabili. Infine ho visto che è stata installata una saracinesca, che nel progetto iniziale non era prevista da nessuna parte. L’opera secondo me andrebbe rifatta completamente”.

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