Spaccatura all’interno del Movimento 5 Stelle. Una parte dei giovani del Meet up di Gragnano è contrario all’accordo stretto da Teresa Manzo e Luigi Cirillo con il sindaco uscente Paolo Cimmino.

Continua a far discutere quella che recentemente è stata definita una “ammucchiata”. Una mega coalizione che aveva accolto, soltanto qualche settimana fa, anche il Movimento 5 Stelle. Una stretta di mano (in foto, Teresa Manzo e Paolo Cimmino) che però ha fatto storcere il naso, per via della presenza, nello stesso gruppo a sostegno del sindaco uscente, di Forza Italia. Una larga intesa che ha generato un malumore diffuso e che ha portato a far correggere il tiro alla stessa Teresa Manzo. La deputata pentastellata ha dovuto precisare di non aver stretto alcun accordo con Forza Italia. Fatto sta che, forse per la prima volta in Campania, i 5 stelle si sono alleati con un pezzo importante di Forza Italia, rappresentato dal capogruppo regionale Annarita Patriarca, che a sua volta sosterrà Cimmino candidando un suo nipote, probabilmente a capo di una lista civica.

Un caos che i fondatori del Meet up di Gragnano hanno recepito e agito di conseguenza. “Negli ultimi 8 anni abbiamo provato a rilanciare il territorio ma il radicale cambiamento dei principi del Movimento 5 Stelle ci ha frenato – hanno spiegato Andrea Martone, Anna de Rosa, Giuseppe Coppola, Antonio D'Aniello, Ciro Milone e Agostino Infante del Meet up di Gragnano -. Il M5s però viene visto troppo spesso come ‘trampolino di lancio’ da persone che non vogliamo più difendere.  Ecco perché siamo contrari a ogni alleanza a Gragnano, che ha il solo fine di garantire una posizione in una eventuale maggioranza. Abbiamo sempre sostenuto una opposizione in modo caparbio, esigente, costruttivo, alle volte esageratamente petulante, ma non siamo mai voluti scendere a compromessi con chi ha amministrato la città senza una minima progettazione politica e senza una visione del futuro. La coalizione a sostegno di Cimmino è il frutto di un accordo tra forze che, seppure legittimamente presenti sulla scena politica, non comprendiamo come possano stare insieme e in nome di quale visione politica se non quella di occupare posti di potere”.

Parole al vetriolo che suonano come un addio da parte dei firmatari della nota e che probabilmente daranno vita a un terzo polo in una campagna elettorale ormai entrata nel vivo: “Gragnano merita ben altro – hanno concluso -. Non vogliamo far parte di una maggioranza apatica, dormiente e senza mete da raggiungere. Siamo così disposti a valutare la discesa in campo di un terzo polo, omogeneo, compatto, unito e con un solo minimo comune denominatore: una visione chiara del futuro della nostra città”.