“Polemiche populiste e fuorvianti. Pandemia non è arena politica”. Non è tardata ad arrivar la replica di Vincenzo Ascione. Il sindaco di Torre Annunziata è stato duramente attaccato da Mario Iovane, Segretario Nazionale Organizzativo dei Sindacati Medici Italiani.

Quest’ultimo aveva sferrato la propria critica al primo cittadino, tacciato di non aver mai convocato una riunione con i sindacati di categoria. “Non credo fosse mio compito stabilire tavoli operativi con le singole componenti del mondo della sanità. L’Amministrazione, sin dall’inizio, ha collaborato con la dirigenza dell’Asl Na 3 Sud per affrontare i problemi della pandemia. I medici sanno qual è il loro dovere, non hanno bisogno delle mie sollecitazioni”.

Iovane ha anche criticato Ascione sulle mancate chiusure generalizzate. “Comuni a noi vicini stanno vivendo o hanno attraversato momenti molti più critici dei nostri, eppure nessuno si è abbandonato a polemiche populiste, inutili e fuorvianti.

Abbiamo sempre compreso le gravi difficoltà incontrate dalle categorie economiche maggiormente colpite dalla pandemia, contemperando le loro esigenze. La chiusura di tutti i locali richiedeva e richiede una capacità di ristoro economico e risorse finanziarie di cui il Comune non dispone. Ho a più riprese chiesto al Prefetto Valentini un maggiore impegno per esercitare un forte e deciso controllo anti-assembramento e affinché si determinasse il rispetto dei protocolli anti-Covid”.

 “Un sindaco emette ordinanze, ma il compito relativo alla loro osservanza costituisce una competenza di altri. Mi sono fatto carico della responsabilità di introdurre restrizioni ancor più dure rispetto ai Dpcm e alle ordinanze della Regione Campania.

Vorrei si ricordasse che per tutto il 2020 Torre Annunziata è stato tra i Comuni più virtuosi tra quelli del Comprensorio. Dall’inizio del nuovo anno, con le festività natalizie e con la regione Campania collocata in “zona gialla” la situazione è precipitata, non solo qui ma anche in altri Comuni a noi vicini. Ho chiuso le scuole non perché fossero meno sicure di altri luoghi, ma perché il pre ed il post lezioni dà luogo a dinamiche che favoriscono la propagazione del virus.

D’altra parte la stessa scelta è stata compiuta da altri sindaci del territorio. E poi non dimentichiamo la disponibilità dell’A.C. nel contribuire alla realizzazione di un punto drive-in Covid per il Distretto Sanitario 56 nel parcheggio della sede comunale di via Provinciale Schiti; nel mettere a disposizione la palestra dello stadio comunale per gli screening di alunni e personale scolastico; ed infine nell’individuare una struttura per la campagna di vaccinazione”.

Ascione è stato anche attaccato sulla comunicazione nei confronti dei cittadini, che secondo il segretario Nazionale dell’Smi, sono stati lasciati soli. “Forse non sono mai giunti alle sue orecchie i continui messaggi della Protezione Civile diffusi attraverso gli altoparlanti collocati su un’auto che girava per tutte le strade della città per invitare i torresi ad assumere comportamenti idonei a limitare la diffusione dell’epidemia. Da un addetto ai lavori mi aspetto aiuto, disponibilità, un impegno ad essere al fianco delle Istituzioni; soprattutto in momenti così drammatici. Trovo irresponsabile un attacco tanto virulento, quasi che la pandemia fosse un’arena politica”.

Infine ha concluso. “Iovane mi accusa del propagarsi dell’epidemia in questo inizio 2021. Io ho fatto ciò che ritenevo giusto, cercando di adeguarmi al messaggio che veniva dal Governo centrale, ossia di imparare a convivere con questo virus. Certamente potevo far meglio, ma non potevo fare ciò che è nei poteri di altri, al netto di una considerazione che va utilizzata come premessa: questa battaglia sarà vinta con il senso di responsabilità dei cittadini, con il rispetto delle regole, non immaginando di mettere un militare alle calcagna di ogni singolo cittadino. Per questo concludo con un appello ai torresi di dimostrare la nostra maturità, il nostro senso civico in modo molto più ampio di quanto abbiamo fatto finora”.

L'ACCORDO

l'accordo

L'accusa