“Il comportamento di Sarracino suona letteralmente come una provocazione che va contro i dettami che il ruolo di segretario provinciale gli impone. Sarebbe il caso che facesse un po’ di formazione politica”.

Non usa mezzi termini Franco Gallo, ex vicesindaco di Pompei, commentando la scelta dei vertici provinciali di affidare ancora una volta a Pietro Amitrano il logo del Pd e utilizzarlo per le prossime elezioni comunali in programma a settembre.

Una notizia che ha inevitabilmente detonato una bomba destinata a mandare in tilt le comunicazioni tra territorio e vertici provinciali e regionali. “La questione del simbolo – ha spiegato il numero due della passata gestione Amitrano - è ormai una questione tutta interna al Pd. Noi rispetteremo gli accordi presi con la coalizione di centrosinistra e andremo avanti con o senza simbolo”.

In un primo momento Sarracino aveva chiesto due o tre giorni di tempo per studiare la situazione. Poi la sorpresa, puntare nuovamente su Amitrano, il commercialista prestato alla politica che però è stato sfiduciato proprio dal Pd il 12 febbraio scorso.

 “La posizione assunta dal Pd provinciale – ha continuato Gallo – è irrispettosa e palesemente provocatoria. Il segretario provinciale dovrebbe badare all’interesse del partito, fare da mediatore, non perorare le cause dei singoli. Ci hanno accusato di aver irragionevolmente messo termine ad un’esperienza governativa in maniera immotivata. Ma anche questo non corrisponde al vero”.

L’ex vicesindaco ha tirato in ballo alcune vecchie questioni che, secondo Gallo, non sono state trattate con efficienza dall’allora sindaco Amitrano. “Casa Borrelli è stata affrontata in maniera vergognosa – ha tuonato Gallo – facendo ricorso all’uso della forza e delle forze dell’ordine per sgomberare gli anziani dalla casa di riposo in piena contrapposizione alle nostre indicazioni che suggerivano di incontrare i familiari dei degenti e affrontare collegialmente e democraticamente la vicenda”. Altra vicenda è stata quelle del piano finanziario e della tassa sui rifiuti: “I documenti da noi prodotti sono rimasti lettera morta e, probabilmente, non sono mai neanche stati letti”.

Da qui la decisione di sfiduciare il loro sindaco ma, precisa lo stesso Gallo, “democraticamente e senza far venire mai meno il confronto con il sindaco che, non a caso, abbiamo incontrato anche un’ora prima di depositare le firme davanti al notaio. Al contrario, è irragionevole l’atteggiamento del segretario Sarracino. Non si può cominciare un nuovo capitolo e un’azione di ricostruzione partendo da chi quella distruzione l’ha causata. Se avessero avanzato un altro nome, saremmo stati indubbiamente aperti al confronto. Ma così no”.

La bagarre per accaparrarsi il simbolo del Pd continua a regalare colpi di scena.

la scelta

l'accusa

Il dietrofront