Vieni con noi al Penniniello che ti dobbiamo fare un’imbasciata”.

E’ la frase da cui è partita la ricostruzione dell’attentato alla concessionaria “Ad Cars” di Torre Annunziata.

A stabilirlo le indagini sul “Quarto Sistema” che hanno portato all’arresto di 12 persone e alla cattura (giunta 2 giorni fa) di una tredicesima persona. Gli inquirenti hanno ricostruito l’intera dinamica della vicenda. Un gruppo criminale “pronto a far esplodere bombe per dare esempio a tutti coloro che opponevano resistenza”, è scritto nell’ordinanza di 180 pagine a firma del Gip Maria Luisa Miranda.  

Gli esecutori materiali dell’attentato - secondo quanto si legge nell'ordinanza - sarebbero stati Domenico Balzano, Luca e Pasquale Cherillo, mentre Pietro Evacuo, Matteo Fraterno e Natalino Scarpa sarebbero stati gli esecutori materiali del raid a scopo estorsivo.

Motivo del gesto, la mancata consegna di 100mila euro da parte dell’imprenditore alle “persone del Penniniello”. Così si facevano chiamare i membri del sistema, in aperto contrasto con i clan rivali egemoni sul territorio. Una serie di minacce iniziate il 14 maggio scorso e culminate con la bomba che ha devastato alcune autovetture presenti nell’azienda ubicata a Via Vigne Sant’Antonio. “Dacci i soldi o ti facciamo saltare la casa”. Questi i toni dei primi incontri avuti dall’imprenditore e due dei tre esecutori materiali dell’attentato, incastrati dalle immagini di videosorveglianza interne dell’esercizio commerciale.

Gli stessi hanno poi proseguito con minacciare anche la compagna del titolare della concessionaria: “Diteglielo a vostro marito che deve venire con noi, lui già sa”. Quell’incontro però non c’è mai stato: ecco il motivo della bomba.

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