San Giorgio a Cremano. Si annunciava infocato il consiglio comunale monotematico sull’acqua pubblica, dopo che la scorsa settimana la seduta era stata sciolta per mancanza del numero legale. Maggioranza e opposizione  hanno oggi svolto un buon confronto da cui sono emersi maggiori elementi di conoscenza della materia e fatto un passo avanti nell’assumere una posizione ufficiale e superare la legge regionale.

La seduta si è aperta puntualmente alle 18,05  con 19 consiglieri presenti. Invitati al Consiglio Padre Alex Zanotelli del Comitato “Acqua Bene Comune” che ha declinato l’invito, Domiziano Graziano, Giuseppe Capurso, Maurizio Montalto, Consiglia Salvo, Giorgio Carcatella,  tutti rappresentanti di comitati e associazioni, Maurizio Bruno vice presidente Gori, e numerosi cittadini.

La maggioranza ha presentato un proprio documento nel quale si ribadisce il rispetto del voto del referendum di giugno del 2011 con il quale milioni di cittadini si espressero in modo inequivocabile a favore dell’acqua pubblica. Nel documento si prende atto che per anni la posizione dei vari Governi succedutisi non è stata in linea  con la decisione popolare e la stessa  Amministrazione  Regionale ha approvato una legge  sul “Riordino Idrico Campano”, definita “pessima" che ha disatteso le richieste  dei Comuni. Nel documento si chiede la costituzione di più Ambiti Territoriali Ottimali – la potestà decisionale  fondamentale in capo  alle Assemblee dei Sindaci – la partecipazione delle Comunità Locali  alla gestione del sevizio idrico integrato, e si da mandato al Sindaco  di sostenere queste indicazioni e  mettere in discussione  la legge approvata dalla Regione .“Continueremo a partecipare alla rete dei  Sindaci ATO 3. Anche noi riteniamo che la legge regionale  sia imperfetta e rispetto a questa non abbiamo alcun diktat - ha dichiarato il primo cittadino Giorgio Zinno -  Io appartengo fortemente da anni a un partito che si chiama democratico e che non ha l’usanza all’interno dei suoi territori di obbligare a fare secondo le sue direttive altrimenti si è fuori dal partito. La legge regionale è imperfetta e ha un vulnus rispetto alla partecipazione e noi vogliamo che la partecipazione possa passare direttamente sui sindaci. Io e gli altri Sindaci  vogliamo  la possibilità di decidere  senza esserne estromessi".