Arrestato poco più di due mesi fa grazie al “Codice Rosso”, ora andrà agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico.

E’ stato scarcerato Giuseppe Leveque, l’uomo accusato di aver maltrattato e perseguitato la moglie per circa 6 mesi, anche dinanzi ai loro 3 figli piccoli.

LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI. La donna, stanca delle continue umiliazioni, fisiche e psicologiche, ha deciso di denunciare suo marito e porre fine alle sue sofferenze. “Io ti uccido, non sai con chi hai a che fare. Ti do fuoco a te e alla macchina”, è stata solamente una delle tante vessazioni che l’uomo avrebbe rivolto alla sua compagna. Una spirale di violenza sfociata anche in continue aggressioni fisiche, oltre a messaggi minatori sul cellulare della donna. La donna, stanca di tutta la situazione, il 12 gennaio scorso andò dai carabinieri, facendo arrestato Leveque grazie al “codice rosso”.

COS’E’ IL CODICE ROSSO. Accelera l'iter dei procedimenti che riguardano i casi di violenza, a partire dalla denuncia che avrà una corsia preferenziale. Velocizza le indagini: ad esempio la polizia giudiziaria sarà tenuta a comunicare al pubblico ministero le notizie di reato immediatamente anche in forma orale e dovrà infatti attivarsi subito. Da parte loro i pm sono obbligati a sentire le vittime entro tre giorni. Questo per evitare che reati come maltrattamenti, violenza sessuale, stalking, e lesioni aggravate commessi in contesti familiari o di convivenza si reiterino senza interventi tempestivi delle autorità.

LA DECISIONE. L’uomo, su decisione del Gip Valeria Campanile, era rimasto in carcere anche dopo la decisione del Riesame, arrivata dopo l’interrogatorio di garanzia al quale Leveque si è sottoposto cercando di raccontare la sua versione dei fatti. Il suo legale, l’avvocato Giuseppe De Luca, ha avanzato istanza di sostituzione della misura cautelare, a causa della scoperta di alcuni nuovi dettagli che hanno alleggerito al posizione di Leveque. I coniugi infatti avevano avanzato istanza di separazione consensuale. Questo, oltre all’aggravamento dell’emergenza Coronavirus nelle carceri, ha fatto propendere il Gip Campanile al cambio di misura cautelare.

Leveque ora è agli arresti domiciliari a casa dei genitori con il braccialetto elettronico.