“Più volte abbiamo chiesto una soluzione, alla luce del drammatico momento che stiamo vivendo. Ad oggi ci sono due gruppi all’interno del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati. Ora è tempo di avere responsabilità reciproca”.

Dopo che 11 avvocati avevano chiesto la “testa” del presidente Luisa Liguoro, ecco il nuovo capitolo della vicenda. Il terremoto è scoppiato agli inizi di ottobre quando gli 11 consiglieri dell’ordine degli avvocati di Torre Annunziata chiesero le dimissioni del presidente e di tutto l’ufficio di presidenza.

Una frattura dovuta a pregresse e continuate vicissitudini che avevano portato alla rottura. Ora gli avvocati hanno inviato una missiva con l’obiettivo di verificare la possibilità di ricucire lo strappo ed evitare altre polemiche.

“Oggi all’interno del Coa ci sono due visioni contrapposte – hanno scritto gli avvocati nella missiva -. Voler ridurre le motivazioni di questa dicotomia a singoli episodi appare come analisi del tutto inveritiera ed inappropriata. Nel corso di questi mesi il nostro gruppo ha proposto numerose iniziative a favore della classe puntualmente disattese o artatamente imputate ad altri soggetti e ciò solo a fini di mera propoganda. Riteniamo che il garbato appello al senso di responsabilità rivolto in particolare a “noi undici” debba coniugarsi con una serie di atti ed iniziative, sollecitati innumerevoli volte, che concretamente favoriscono la partecipazione corale del consiglio alle scelte ed alle iniziative da portare avanti”.

Quello che gli avvocati rimproverano alla Liguoro è il passaggio “dal più assoluto silenzio fino all’appello al senso di responsabilità. Silenzio che si è acuito anche per la Tua scelta – hanno proseguito gli avvocati -  assolutamente non condivisa e più volte rappresentata, di non convocare il consiglio con una cadenza settimanale, nonostante sia urgente e pressante il grave momento che vive l’Avvocatura”.

Di qui l’appello per cercare un nuovo spiraglio di dialogo: “Poni le condizioni affinché le nostre proposte possano essere realmente oggetto di valutazione da parte dell’intero consiglio. In questo drammatico momento occorre responsabilità reciproca”.