Una mozione di sfiducia in aula per porre fine all’amministrazione Ascione. E’ quello su cui stanno lavorando, in queste ore, gli oppositori del sindaco con alcuni consiglieri della (ex) maggioranza consiliare a Torre Annunziata. Le indiscrezioni delle ultime ore confermano che quello di martedì 6 luglio sarà un consiglio comunale infuocato e, forse, l’ultimo di Enzo Ascione con la fascia tricolore.

Non ci sarà nessuna congiura in uno studio notarile. L’ipotesi è stata bocciata, per l’ennesima volta, dal capogruppo di Centro Democratico Davide Alfieri e senza i suoi numeri l’iniziativa muore sul nascere. Per questo motivo è stata convocata una riunione per lunedì 5 luglio: intorno al tavolo i promotori (interni ed esterni al consiglio comunale) dell’operazione politica, per verificare la presenza dei numeri. Servono 13 voti per mandare a casa il sindaco e forse arrivano a 14. Con Ascione sono rimasti solo i fedelissimi Giuseppe Raiola, Massimo Papa, Jessica Lucibelli, Bruno Avitabile, Maria Oriunto, Mariagrazia Sannino, Maria Longobardi e Michele Avitabile. Che la maggioranza dei consiglieri comunali ritenga quella di Ascione un’esperienza agli sgoccioli è oramai assodato. Tuttavia c’è qualcosa che manca ancora, affinchè si chiuda il cerchio: l’accordo sul futuro. Ed è lo stesso ostacolo che ha bloccato l’operazione sfiducia diversi mesi fa.

C’è un altro aspetto, inoltre, che è forse quello che preoccupa molti in questo momento: approvare la mozione di sfiducia prima del 25 luglio significa trascinare la città al voto ad ottobre con una campagna elettorale in piena estate. Molti non sono pronti per una scadenza così ravvicinata.

Ma chi, più di tutti, non è pronta a votare tra tre mesi, è la città. Cosa cambierebbe? Nulla. A parte il sindaco, ci ritroveremmo quasi lo stesso consiglio comunale. Gli stessi personaggi. A chi conviene andare a votare ad ottobre? Solo a qualcuno che oggi, privo di spazio di manovra, con una nuova amministrazione proverà a ritagliarsi un proprio orticello.

Votare ad ottobre gioverà a qualcuno, ma non alla città. Che Ascione non sia più nelle condizioni di guidare l’amministrazione è una certezza di cui sono tutti consapevoli (tranne lui), ma andare a votare ad ottobre rappresenta un azzardo ancora peggiore che lasciare andare avanti l’attuale governo cittadino.

Ascione dovrebbe, nell’interesse della città, portare il bilancio in aula a fine luglio, chiedere l’approvazione e, un attimo dopo, lasciare la guida della città. E solo in quel momento, senza la presa di coscienza del primo cittadino, portare una mozione di sfiducia in aula.  Un commissario prefettizio dovrebbe poi accompagnare Torre Annunziata al voto nella primavera 2022. Alla città occorre (e merita anche) un anno di “ibernazione”, durante il quale riflettere su come in questi anni è stata selezionata la classe politica e come costruire una nuova classe dirigente. Ma anche un anno durante il quale ricostruire e depurare un apparato tecnico e burocratico al comune, soprattutto all’ufficio tecnico, travolto dagli scandali delle mazzette e dagli arresti. Torre Annunziata necessita di una rigenerazione, ma non può farlo in due mesi.