Stipendio al dirigente comunale in galera. La vicenda legata all’arresto di Nunzio Ariano si arricchisce di un altro brutto capitolo. Il comune di Torre Annunziata ha corrisposto 1.105,00 euro all’ex capo dell’ufficio tecnico comunale. Oltre al danno d’immagine per la città, adesso anche un danno economico.

Nonostante Ariano sia in carcere a Poggioreale dal 28 dicembre scorso, il sindaco Ascione non ha sospeso né licenziato Ariano, beccato dalla Guardia di Finanza con una mazzetta da 10mila euro.

Dopo l’interrogatorio di garanzia davanti al Gip avvenuto il 30 dicembre (durante il quale Ariano ha confessato, ndr), la Procura ha comunicato al Comune il 4 gennaio la convalida dell’arresto. Dopo, il nulla. Un atteggiamento incomprensibilmente attendista del sindaco che avrebbe potuto procedere già dal giorno 4. L’avvio di un procedimento disciplinare è iniziato l’8 gennaio, quattro giorni dopo la ricezione della pec. Il procedimento di licenziamento, mai concluso, è stato superato dalle dimissioni spontanee che l’ingegnere Ariano ha fatto pervenire al Comune il 15 gennaio. Intanto, con la determina numero 38, l’ingegnere percepirà un’indennità alimentare pari a metà del suo stipendio tabellare, ovvero 1105 euro, per il periodo che va dal giorno successivo al suo arresto fino al 14 gennaio 2021.

La data coincide con le dimissioni rassegnate dallo stesso Ariano proprio il 15 gennaio. Una scelta probabilmente dettata dal tentativo di ottenere gli arresti domiciliari. Un tentativo però risultato vano. Ariano resterà in cella.

La replica di Ascione

Le dimissioni