“Non sono io l’ultimo della maggioranza”. Con il suo forfait in consiglio comunale Marcello Vitiello è diventato l’uomo del giorno a Torre Annunziata. La sua assenza non ha permesso la costituzione dell’Assise, com’è avvenuto l’ultima volta in occasione della votazione del bilancio di previsione.

L’esponente de ‘I Civici Innovatori’, entrato in consiglio al posto di Rocco Manzo, ha così motivato la sua decisione. “Non capisco perché mi vengono date certe etichette. Io non sono l’ultimo elemento della maggioranza. Anzi vorrei sapere gli altri dov’erano, invece di aspettare il mio arrivo. Fin dal primo momento ho affermato che non avrei mai votato al buio. La mia decisione di non andare in Assise è motivata da queste mie parole”.

LE REAZIONI. Il sindaco Vincenzo Ascione ha sbottato contro l’opposizione e in particolar modo con gli esponenti del Pd presenti (Colletto, Popolo e Papa ndr) che ‘ciondolavano’ nei corridoi invece di entrare in aula consiliare per il voto.

Il primo a rispondere alle accuse è stato Pierpaolo Telese. “Stamattina c’è stata una presa d’atto di una situazione che oramai è sotto gli occhi di tutti. Tranne che del sindaco e degli undici suoi affezionati sostenitori. E’ evidente che non c’è più una guida numericamente adeguata per andare avanti nella guida della città. Poi rispedisco al mittente le accuse di irresponsabilità. La colpa è solo di Ascione che non si rende conto che sta conducendo Torre Annunziata verso lo scioglimento per infiltrazioni e incapacità amministrative. E colpa sua se è arrivato a questo punto con due atti fondamentali. E si è ricordato solo dopo 3 anni dei beni confiscati alla camorra, con un atto deliberativo inconsistente. La città è allo stremo perché non si trovano 2mila euro per chiudere il contratto di fitto dell’ex archivio storico in piazza De Nicola. Contestualmente sono stati reperiti soldi per organizzare eventi per pochi intimi durante le festività del 22 ottobre, che non si sono potute nemmeno celebrare. Senza dimenticare che il servizio di mensa scolastica, dopo due anni di interruzione forzata, è di fatto ancora fermo al palo. E inoltre centinaia di studenti ancora non hanno ricevuto le cedole librarie. E siamo solo all’attualità. E' incredibile che un sindaco che dovrebbe nascondersi taccia la minoranza di essere irresponsabile perché non gli ha fatto da stampella in Assise. Le 53 persone del concorso saranno assunte. Forse meglio se per mano di un commissario prefettizio e non di un sindaco che dovrebbe solo dimettersi”.

Dure anche le parole di Germaine Popolo, esponente del Pd già da tempo contro l’amministrazione Ascione. “Sono modi ormai squallidi di nascondere le evidenze. Lui non ha più una maggioranza che lo supporta. Se finora c’erano gli arresti o una commissione d’accesso he gli suggerivano delle dimissioni, adesso non c’è più la fiducia dei consiglieri che gli consentivano di andare avanti.  Anche sulle assunzioni Ripam vuole nascondere una bocciatura politica. Le sue sono accuse infondate che non corrispondono al vero. Quella era una programmazione che andava svolta già da tempo”.

A lei hanno fatto eco le parole del commissario Paolo Persico. “Da tempo il PD considera esaurita l'esperienza amministrativa nata nel 2017. Nonostante l’estrema gravità della situazione si continua a non voler prendere atto di ciò. E’ grave l’atteggiamento del Sindaco che sta trascinando il Comune in una situazione di maggiore precarietà e inefficienza. Si abbia il coraggio, senza strumentalizzazioni, di prendere atto della fallimentare situazione e di giungere alle dimissioni. Si consentirà, in tal modo, agli organismi che la Prefettura deciderà di nominare di collaborare pienamente con la Commissione di accesso che si è insediata da qualche giorno. Su questa impostazione va aperto subito un confronto, con tutte le forze politiche e sociali più responsabili, per pervenire ad una soluzione efficace e positiva nell'interesse della città profondamente provata da un’Amministrazione sempre più debole e precaria.”

La replica

La situazione