La mamma assassina resta in carcere. Ha deciso così il tribunale del Riesame, confermando la misura cautelare per Adalgisa Gamba, la donna di 40 anni accusata di avere provocato la morte del figlio di due anni e mezzo.

Il bimbo morì annegato nelle acque antistanti la zona “La Scala” di Torre del Greco la sera dello scorso 2 gennaio. Secondo il gip Fernanda Iannone vale la tesi del medico incaricato dalla Procura di Torre Annunziata Camillo De Lucia e del pm Andreana Ambrosino: la situazione psichica della donna è compatibile con la detenzione in carcere.

La donna, come si legge nell'ordinanza di convalida del fermo, ha ammesso ''con chiarezza - sono le deduzioni degli inquirenti - di non aver mai accettato il piccolo, fonte di dolore sin da prima della sua nascita, essendo egli stato fautore di una gravidanza difficile, di un parto dolorosissimo, di un definitivo allontanamento del marito, nonché protagonista di un quotidiano ingestibile''.

Dalla parole di Adalgisa Gamba sono emersi anche contrasti col consorte, ''assente dalla vita dei figli, in particolar modo del piccolo, ma anche all'educazione dell'altra figlia'' di cui la moglie si sarebbe assunta ''tutte le incombenze, dagli accompagnamenti a scuola al seguirla nei compiti''.

Questo il contesto in cui sarebbe maturato l'omicidio del piccolo Francesco. La madre ha raccontato al gip che il bimbo le era sfuggito di mano. Ma i giudici non le hanno creduto e i testimoni hanno raccontato di averla vista entrare in acqua con il piccolo.

"La donna è incline alla menzogna" ha sostenuto il gip. Quel piccolo che ha due anni e mezzo non parlava ancora e lei pensava fosse autistico. Poi la passeggiata sulla scogliera e il bimbo è morto annegato.


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