La richiesta di carcere a vita per le i babykiller che hanno ammazzato un 17enne. Mentre nel suo paese fioccano manifesti e striscioni per ricordarlo.

A due anni dalla sua morte, Gragnano non ha dimenticato la notte di sangue e violenza in cui ha perso la vita Nicholas Di Martino ed è rimasto gravemente ferito suo cugino, Carlo Langellotti. Colpiti con un coltello con violenza al culmine di una lite in piena notte in una delle strade principali della città.

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Presso la corte d’Assise di Napoli questa mattina il pm Cimmarotta ha chiesto l’ergastolo per gli esecutori materiali di quella notte di follia, Maurizio Apicella e Ciro Di Lauro. Secondo l’accusa, la lite è avvenuta a causa di scontri tra bande criminali della zona per la spartizione dei territori. Una tesi finora respinta con forza dagli avvocati dei due ragazzi che in videoconferenza, hanno assistito all’udienza. Il prossimo 3 giugno toccherà a loro raccontare la loro verità, prima della sentenza del giudice Cristiano.

E nel frattempo, nel paese della città della pasta, spuntano striscioni in tutte le zone della città, che ricordano il 17enne ucciso. “Oggi sono due anni che ‘mammina’ vive in agonia – recita lo striscione sul quale campeggia ben visibile il volto di Nicholas -. Ti sei portato con te la cosa più preziosa che avevo, la vita, perché tu eri vita per me. Mi è rimasto solo un po’ di respiro, giusto per gridare ‘giustizia’ per mio figlio Nicholas. Ergastolo, fine pena mai”.

E’ il grido di Maria Carfora, la mamma del giovane strappato alla vita a 17 anni in una notte che difficilmente Gragnano dimenticherà.


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