La nuova vita del bene confiscato alla camorra. Finalmente la luce per degli appartamenti di via Pontenuovo affidati a due associazioni che proveranno ad allontanare l’immagine della criminalità da Pompei.

Una consegna partita da lontano: il 19 ottobre scorso il dirigente dell’area tecnica Gianfranco Marino aveva fissato il termine ultimo per presentare la domanda per avere in affido gli appartamenti. Una procedura finalizzata all’individuazione di enti non profit a cui concedere i beni, a titolo gratuito.

Si tratta di due appartamenti, uno al piano terra e l’altro al primo piano che sono stati affidati separatamente l’uno dall’altro, con una durata della concessione di 9 anni rinnovabili per altri 9, salvo una diversa valutazione necessaria per il raggiungimento dello scopo.

Per questi locali furono stanziati 100mila euro, dopo l’approvazione del progetto esecutivo per i lavori di recupero e rifunzionalizzazione del bene confiscato alla criminalità organizzata. Al primo bando però furono assegnati solo i locali del primo piano mentre la gara per il piano terra andò deserta. Rifatta una nuova gara, sono arrivate tre proposte, delle quali due sono state viziate da errori di forma. Il primo piano è andato in affido all’associazione Movimento Sportivo Bartolo Longo mentre i locali del piano terra sono andati all’associazione onlus “L’isola che c’è” di Giugliano in Campania.

Non si tratta degli unici beni che verranno destinati ad uso e consumo delle politiche sociali di Pompei. In corso di affidamento anche un appartamento di via Messigno, un terreno ubicato in via Ponte Izzo e un altro appartamento al Parco Maria. Per il primo l’obiettivo è affidarli alla Croce Rossa (unico nodo da sciogliere sono le vie d’accesso anguste e che richiedono difficoltà di manovra per le ambulanze), il secondo bene potrebbe diventare un orto sociale, mentre la gestione dell’appartamento al Parco Maria potrebbe andare in fitto.