Una scrittura privata preliminare a un atto di compravendita che non poteva essere fatto, perché i documenti inviati all’Agenzia delle Entrate non erano conformi allo stato dei luoghi. Si può spiegare così la denuncia per truffa e falso effettuata da Gerardo Velotto nei confronti del notaio Domenico Di Liegro, di Massimo Lafranco e Rosanna Vitiello.

L’ultima udienza relativa al processo Rampa Nunziante si è arricchita di questo nuovo elemento relativo alle incongruità riscontrate nei lavori e in un atto di compravendita di uno degli appartamenti della palazzina crollata il 7 luglio 2017.

La questione è emersa per la prima volta nell’udienza del 17 luglio scorso, data in cui furono ascoltati due funzionari dell’Agenzia delle Entrate, Rossana Cima e Fabrizio Di Domenico, i quali svolsero nel mese di maggio 2017 una serie di verifiche del profilo catastale dell'immobile di via Rampa Nunziante. Nel corso dei sopralluoghi effettuati emersero una serie di difformità tra planimetrie consegnate tramite Docfa (software usato per la compilazione dei documenti tecnici catastali, ndr) e stato dei luoghi.

I CONTROLLI. In aula i funzionari spiegarono che il 40 per cento delle documentazioni presentate veniva sottoposto a controlli. Il caso di Rampa Nunziante, però, fu diverso perché “in un lasso di tempo molto ristretto arrivarono numerose pratiche di fusione e ampliamento relative allo stesso palazzo. Così fu deciso di andare sul posto per i sopralluoghi”, raccontò la funzionaria dell’Agenzia delle Entrate Rossana Cima.

9 MAGGIO 2017. Il sub 18, ubicato al secondo piano, è l’appartamento che ha mandato sotto indagine il notaio Di Liegro. L’appartamento fu controllato il 9 maggio 2017: “La planimetria presentata nel docfa di riferimento per fusione e ampliamento non era conforme, in quanto non corrispondeva allo stato dei fatti. Pertanto, la pratica fu ritenuta non certificabile”, spiegò l’altro funzionario ascoltato all’epoca, Fabrizio Di Domenico.

12 MAGGIO 2017. Tre giorni più tardi, nello studio del notaio Di Liegro fu effettuata una scrittura privata preliminare all’atto di compravendita del sub18: “Un atto notarile – spiegò la funzionaria Rossana Cima – con planimetria non conforme non può essere redatto”. Il dato, scoperto attraverso una visura catastale (effettuata l’11 gennaio 2019 dagli avvocati Camillo Tufano e Giuseppe Della Monica, legali difensori di Gerardo Velotto, ndr), avrebbe finito per rendere nulla la scrittura privata, così come confermato da Rossana Cima in aula. Un documento sul quale il notaio Di Liegro dovrà fornire maggiori spiegazioni.

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