“Frustrato dalle motivazioni del giudice Anzalone”. Ha così commentato Fabio Ariano, avvocato e procuratore sportivo di Torre Annunziata, aggredito lo scorso 4 novembre, all’esterno della sua abitazione in via Solferino, nel tentativo di rapina da parte di Nicola Garofalo, condannato a 11 anni e 6 mesi di reclusione.

Difeso dall’avvocato Walter Casciello, il giovane aveva già espresso la propria amarezza per una pena definita poco proporzionata rispetto alla violenza subita.

Ora dopo aver letto le dieci pagine di motivazioni, nelle quali Garofalo viene punito per il suo comportamento, per le scuse reticenti e poco credibili eper il suo curriculum giudiziario negativo, lo stesso Fabio Ariano ha commentato. “Alla luce delle motivazioni della sentenza pubblicate di recente, la reazione più spontanea è quella della frustrazione . Il giudice dopo aver seguito un iter logico-giuridico corretto, è giunto a delle conclusioni e dunque ad una pena molto esigua rispetto a quello che ci si attendeva e ben lontana dalle richieste del pm Nuzzo. Rimango profondamente frustrato e deluso da quanto poco possa valere la vita umana . Spero in definitiva che il pubblico ministero, resosi conto dell’eccessiva bontà della pena comminata, proponga appello".