Le mosse del branco ricostruite un passo alla volta. Gli inquirenti rivolgono il nastro delle ultime ore ricostruendo quanto avvenuto in quel garage della morte, ma anche prima e dopo. Le immagini della videosorveglianza passate al vaglio, come gli appuntamenti.

Nuove perizie per ricostruire l’omicidio di Maurizio Cerrato. Gli inquirenti continuano le indagini per inchiodare alle loro responsabilità il branco che ha ucciso l’ex custode del Parco Archeologico di Pompei. Il 61enne, lo scorso 19 aprile, era intervenuto per difendere la figlia in via IV novembre. A scatenare la ferocia del branco una sedia spostata per consentire alla ragazza di parcheggiare la propria auto. In un posto occupato da loro, arbitrariamente.

Mentre si attendono i risultati delle perizie effettuati sui cellulari di Giorgio Scaramella, Domenico Scaramella, Antonio Cirillo e Antonio Venditto, gli inquirenti stanno continuando nella loro ricerca di ulteriori elementi utili per stabilire l’esatta dinamica dei fatti. Per mercoledì sono infatti in programma degli accertamenti tecnici sui terminali e le videocamere dell’autorimessa in cui è avvenuto l’omicidio. Accertamenti anche per un bar, situato di fronte al Rione Poverelli, di proprietà del cugino di Antonio Venditto. Secondo le testimonianze fornite dal ragazzo ai carabinieri di Torre Annunziata, Venditto avrebbe prima detto di aver fatto un giro per Torre Annunziata dopo le 19.30 e successivamente di essere andato al bar del cugino. Poi avrebbe cambiato versione: “Sono andato al bar di mio cugino, di fronte casa mia, alle ore 19.30/19.45. Alle ore 21 sono andato a prendere mia sorella”.

Gli inquirenti hanno il compito di verificare queste dichiarazioni e incrociarle con le registrazioni dell’esercizio commerciale, per verificare l’attendibilità delle dichiarazioni di Venditto e svelare quanto denunciato dal procuratore Fragliasso sul falso alibi presentato da uno dei componenti del branco.

Il commento della vedova Cerrato