Cisterne al porto di Torre Annunziata, la Regione Campania prende tempo.

Sono passati ormai 16 mesi dall’ultimo atto della vicenda legata all’ampliamento del deposito di idrocarburi all’interno del porto oplontino, ma la situazione stenta ancora a risolversi.

La Regione Campania, che avrebbe dovuto convocare una conferenza di servizi per dare una risposta al comune di Torre Annunziata e alla Isecold, non ha ancora fissato l’incontro.

In questi mesi c’è stato anche un interessamento da parte della politica, in favore dei residenti del luogo che più volte in questi anni hanno lamentato la pericolosità dell’impianto, situato a due passi dalle loro abitazioni. In quell’occasione, l’ex consigliera regionale Antonella Ciaramella si schierò con i comitati a favore di una riconversione dell’impianto.

Il 10 luglio 2019 ci fu l’ultimo tavolo tecnico. All’epoca la Regione acquisì tutta la documentazione, compresa quella inerente alla sanzione pecuniaria nei confronti della Isecold, prevista dall’articolo 29 del D. Lgs. 152/2006 per aver finora agito senza il certificato di verifica di assoggettabilità a Via (verifica di impatto ambientale, ndr). Secondo il Testo Unico Ambiente la sanzione va da 35mila a 100mila euro, oppure da 20mila a 80mila euro per chi, pur essendo in possesso dei requisiti richiesti, non ne osserva le condizioni ambientali.

La conferenza doveva servire a valutare l’importo della sanzione da comminare in relazione alle opere fin qui realizzate, oltre alla produzione della documentazione che avrebbe dovuto esibire la Isecold. “La Regione anziché procedere alla sanzione – hanno spiegato i funzionari dell’ufficio tecnico comunale di Torre Annunziata – ha preso ancora tempo. L’emergenza sanitaria ha poi finito per ingarbugliare ancor di più la situazione. Quindi, per avere una decisione toccherà ancora aspettare”.

La sensazione è che la speranza dell’annullamento e del rispristino dello stato dei luoghi paventato nell’ultima conferenza possa fare spazio alla produzione di una nuova verifica di assoggettabilità a Via, con buona pace dei residenti del luogo, da mesi in protesta contro la Isecold.

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